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Castello della Porte en Mayenne

Mayenne

Castello della Porte


    Daon

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1406
Primo ingresso
1457
Unione dei Fief
1794
Persecuzioni rivoluzionarie
1804
Applicazione per lo stoccaggio
1859
Ricostruzione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

M. Lévy - Architetto Ricostruito il castello nel 1859
Abbé Angot - Storico locale Descrive il castello alla fine del XIX secolo
Marie Bienvenu - Guardia di Castello Imprigionato nel 1794 per sospetto
Pierre Bigarré - Metayer Accusato di fanatismo nel 1794
Isaac de Razilly - Comandante navale Tabella di combattimento del 1625 esposto
Joseph-Juste Coquereau - Cavo di testa Visitato le cantine nel 1794

Origine e storia

Lo Château de la Porte è un monumento emblematico di Daon, a Mayenne (Pays de la Loire), situato a 4 km a nord del paese, sulla riva sinistra del fiume Mayenne. Menzionato dal 1406 sotto il nome della casa della Porta, questo feudo apparteneva al castello di Daon e godeva di ampi diritti signorili, come la caccia, l'uso del legno per il riscaldamento, o una cappella dedicata alla chiesa locale. Un cancelliere e il feudo di Mauvinet (Saint-Michel-de-Feins) sono stati uniti, rafforzando la sua importanza territoriale.

Nel XIX secolo, il castello fu completamente rinnovato nel 1859 dall'architetto parigino M. Lévy, trasformando il suo aspetto in un elegante edificio con pareti bianche e tetti snelle che si affacciano sulla valle. L'Abbé Angot, alla fine del secolo, ha evidenziato la sua pittoresca cornice, tra colline boscose e ruscelli. A quel tempo, la mostra ospitava un dipinto che commemorava la battaglia navale della Corona (1625), commissionata da Isaac de Razilly, un legame simbolico con la storia marittima francese.

Durante la Rivoluzione francese, il dominio era la scena delle tensioni: servi e inquilini, come Marie Bienvenu (guardiano imprigionato per sospetto di collusione con le Brigands) o Pierre Bigarré (imprese di fanatismo), furono perseguitati. Le cantine, alternativamente visitate da Chouans de Coquereau e Les Bleus de Ménil nel 1794, illustrano le divisioni locali. La cappella, dedicata a Santa Caterina e poi alla Vergine, ha svolto un ruolo religioso e sociale fino al XIX secolo, accogliendo matrimoni e processioni.

Gli archivi rivelano un'evoluzione legale del sito: fermo sulla mappa di Cassini, il castello conserva tracce del suo passato signeuriale, come i diritti d'uso nel bosco della Porta. Un eau-forte di Tancrède Abraham e le descrizioni di Abbé Angot perpetuano la sua memoria, tra patrimonio architettonico e storia vivente della Pays de la Loire.

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