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Castello di Massuguiès au Masnau-Massuguiès dans le Tarn

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Tarn

Castello di Massuguiès

    Massuguiès
    81530 Le Masnau-Massuguiès

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1166
Prima menzione del seigneury
1256
Vendita a una famiglia facile
1392
Acquistato da Pierre Aymeric
XVe siècle
Obblighi degli abitanti
1571
Matrimonio Françoise d'Aymeric
1606
Acquistato da Jean Lacger
1620
Installazione dell'approvvigionamento idrico
20 octobre 1995
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Castello (cad. BE 172): Ordine del 20 ottobre 1995

Dati chiave

Guillaume de Rabastens - Visconte di Paulin Primo signore menzionato nel 1391.
Pierre Aymeric - Arcivescovo di Bourges Compratore del castello nel 1392.
Françoise d’Aymeric - Eredizione della signoria Moglie François de Caumont nel 1571.
Jean Lacger - Consigliere del Parlamento Ricostruttore del castello nel 1606.
Pierre Teyssier - Ferro e acciaio Installare l'approvvigionamento idrico nel 1620.

Origine e storia

Il Castello di Massuguiès, situato a 700 metri sul livello del mare nei Monti Lacaune, domina la valle di Dadou. La sua storia ebbe inizio nel 1166, quando la signoria venne trasferita all'Abbazia di Bonnecombe. Nel 1256 fu venduto ad una famiglia ricca. Il castello medievale, saccheggiato durante la guerra dei cent'anni, subì anche un massacro della sua guarnigione protestante durante le guerre di religione. Le rovine furono acquistate nel 1606 da Jean Lacger, consigliere del parlamento di Tolosa, che ricostruì l'edificio per mostrare il suo status di nobile abito. Le tracce del suo stemma, visibile sul cancello e sul camino, confermano il suo ruolo in questa trasformazione tra il 1606 e il 1620.

L'architettura attuale combina elementi difensivi del XIV secolo (due torri quadrate, arcate crociformi) e aggiunte del XVII secolo (torre torri, logge, scale di arenaria, soffitti francesi). La torre nord, probabilmente l'ex dungeon, conserva mâchicoulis, mentre i fossati rimangono parzialmente. All'interno, i murales (1653–70) raffigurano scene allegoriche, e un soggiorno decorato con stucco roccioso evoca l'uso culturale. Il castello, classificato come Monumento Storico nel 1995, illustra l'evoluzione di una fortezza in residenza aristocratica, segnata da conflitti religiosi e dall'ascesa sociale della famiglia Lacger.

Prima dei Lacger, la signoria cambiò le mani più volte: nel 1392, l'arcivescovo Pierre Aymeric acquisì Guglielmo di Rabastens. Nel XV secolo, gli abitanti del villaggio erano tenuti a mantenere le difese del castello, il loro unico rifugio. Nel 1571 Françoise d'Aymeric sposò François de Caumont, ma il loro discendente, in debito, vendette la proprietà nel 1606 a Jean Lacger. I Carlotti, eredi del XVII secolo, aggiunsero decorazioni rocciose e un camino Luigi XVI, senza cambiare la struttura. Il castello, aperto al pubblico in estate, testimonia sette secoli di storia, dai signori medievali ai furgoni di Tolosa.

Gli scavi e gli archivi rivelano dettagli tecnici: un sistema di approvvigionamento idrico installato nel 1620 (contratto con il fontanier Pierre Teyssier), lauze sostituito da ardesia e gallerie in legno mancanti. I murales, divisi in otto pannelli, rappresentano varie scene (unting, banchetto, vista delle Tuileries), forse ispirate a viaggi o incisioni. Il giardino, attestato da un dipinto e un contratto, delimitava la terrazza est. Nonostante le guerre e i cambiamenti dei proprietari, il castello conserva un'unità stilistica, tra patrimonio militare e raffinatezza classica.

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