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Castello di Montrond a Saint-Amand-Montrond dans le Cher

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Route Jacques-Coeur

Castello di Montrond a Saint-Amand-Montrond

    Chemin de Ronde de Montrond
    18200 Saint-Amand-Montrond
Proprietà del comune; di proprietà di una società privata; di proprietà di un'istituzione pubblica comunale; proprietà privata
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond vue aérienne
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Château de Montrond à Saint-Amand-Montrond
Crédit photo : Julien Descloux - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1225
Primo ingresso scritto
1361
Preso dagli inglesi
1606
Acquistato da Sully
1636–1646
Lavoro di Jean Sarrazin
1651–1652
Sede della Fronde
1736
Distruzione ordinata
1969
Inizio degli scavi
1988
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Torre d'Orologio; massiccio quadrato della torre dell'Emiro; Grande Cavaliere; uscita d'emergenza, compreso l'otturazione; suolo e sottostrutture in parte corrispondente al diritto di modo dell'ex fortezza AV (vedi AV 125, 126, 128, 141, 146, 150-154, 167, 172): classificazione per decreto del 14 novembre 1988; Sala sotterranea in fondo alla fossa con flauti di fuoco (Box AV 137)

Dati chiave

Renaud de Montfaucon - Signore e costruttore Fortificate il castello nel 1225.
Charles II d'Albret - Reconstructor Lord Costruito nel XV secolo.
Maximilien de Béthune, duc de Sully - Ministro Enrico IV Modernizzare il castello nel 1606.
Henri II de Bourbon-Condé - Principe e proprietario Rafforza le fortificazioni (1621-1652).
Louis II de Bourbon-Condé (Grand Condé) - Strategia militare Trascorre la sua giovinezza, supervisiona le opere.
Jean Sarrazin - Architetto militare Disegni fortificazioni bastionate (1636–46).

Origine e storia

Il Castello di Montrond, costruito nel XIII secolo (prima menzionato nel 1225) da Renaud de Montfaucon, era originariamente una fortezza feudale sul Monte Rond, tra il Cher e la Marmande. Strategica durante la guerra dei cent'anni, fu presa dagli inglesi nel 1361 prima di essere ricostruita nel XV secolo da Carlo II di Albret, che aggiunse dodici torri e una dungeon di 40 metri. La sua resistenza agli assalti successivi lo rese un luogo famoso.

Nel XVII secolo, il castello passò nelle mani di grandi figure: Sully l'acquistatore nel 1606 e lo ammoderna scavando i ditches nella roccia, poi Henri II di Bourbon-Condé (padre del Grand Condé) lo rende un posto meraviglioso grazie all'architetto Jean Sarrazin (1636–46). Quest'ultimo incorpora fortificazioni avanzate (ravelins, dreads), prefigurando il lavoro di Vauban. Il castello, con tre recinti bastionati, svolge un ruolo chiave durante la Fronde: assediato per 11 mesi (1651-1652), capitola per carestia, segnando l'ultima sede di una roccaforte francese durante un conflitto civile dell'Ancien Régime.

Dopo la Fronde, Luigi XIV ordinò il suo smantellamento (in parte eseguito per mancanza di polvere). Nel XVIII secolo, Mademoiselle de Charolais, incapace di occuparsi della sua manutenzione, la distrusse nel 1736 per servire come carriera per gli abitanti. Le rovine scompaiono sotto un giardino pubblico nel 1827, ma gli scavi attivi dal 1969 rivelano gradualmente le sue fondamenta. Oggi, i resti come la Torre dell'Orologio o il Gran Cavalier sono protetti (classificati nel 1988), mentre le pietre lavorate dal castello sono incorporate nelle mura della città.

Il sito conserva una forte memoria locale, in particolare attraverso elementi architettonici dispersi, come un monumentale focolare trasformato in una finestra. Gli scavi, effettuati da archeologi e volontari, mirano a ripristinare la tenuta originale del castello, anche se alcune fortificazioni, sepolte in costruzioni moderne, rimangono inaccessibili. Il castello illustra così le trasformazioni militari (dalla dungeon medievale ai bastioni moderni) e gli sconvolgimenti politici della Francia prerivoluzionaria.

Collegamenti esterni