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Castello di Morthemer à Valdivienne dans la Vienne

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Vienne

Castello di Morthemer

    Le Bourg
    86300 Valdivienne
Château de Morthemer
Château de Morthemer
Château de Morthemer
Crédit photo : Ce fichierest l’œuvre deEmmanuel Dissais Merci de - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1000
1100
1200
1300
1400
1500
1800
1900
2000
Xe siècle
Prima menzione del castello
1369
Morte di Jean Chandos
XIVe siècle
Costruzione o ripresa della dungeon
vers 1865
Restauro di Émile Boeswillwald
1927
Ranking di dungeon
2008
Classificazione totale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Morthemer's dungeon: registrazione per decreto del 18 marzo 1927 - Tutti gli edifici in totale (piccolo castello, comuni, mura di recinzione) così come il pavimento delle trame CL 84 a 86 su cui si trovano: iscrizione per ordine del 14 maggio 2008

Dati chiave

Émile Boeswillwald - Restauratore architetto Discepolo di Viollet-le-Duc, trasformatore del castello.
Jean Chandos - Sénéchal du Poitou Aquitania sepolta a Morthemer.

Origine e storia

Il Castello Morthemer, situato a Valdivienne nel dipartimento di Vienna, ha le sue origini in una prima menzione risalente al X secolo. Tuttavia, la sua struttura attuale è principalmente il risultato di un importante restauro effettuato intorno al 1865 dall'architetto Emile Boeswillwald, discepolo di Viollet-le-Duc. Quest'ultimo, noto per i suoi interventi sui monumenti storici, ha profondamente trasformato l'edificio per dargli un aspetto medievale stilizzato, tipico del XIX secolo. Il castello è composto da due parti distinte: una dungeon quadrangolare con i piedi di torretta e un "piccolo castello", unito alla navata della chiesa di Notre Dame. Questi elementi, anche se parzialmente datati dal XVII secolo per il corpo principale, sono stati reinterpretati in stile neogotico, con aggiunte come un parapetto merlato su mâchicoulis finto, interamente ricreato da Boeswillwald.

All'interno del castello anche beneficiò di una decorazione neogotica, riflettendo le tendenze romantiche dell'epoca, che idealizzato il Medioevo. La dungeon, inscritta nei monumenti storici del 1927, poi tutti gli edifici del 2008, illustra questo desiderio di ricostruire un passato glorificato. Il sito è circondato da comuni e un padiglione di ingresso che si apre su un parco, rafforzandone l'aspetto come una fortezza pittoresca. Il restauro comprendeva anche la vicina chiesa, ex collegiata romanica del XI e XII secolo, creando un insieme architettonico coerente che domina il paesaggio locale.

Il Castello di Morthemer fa parte di un contesto storico più ampio, segnato dalla presenza inglese a Poitou durante la guerra dei cent'anni. La regione, attraversata da conflitti e da mutevoli alleanze, vide figure come Jean Chandos, Sénéchal du Poitou e connetable d'Aquitaine, svolgere un ruolo chiave. Chandos, ferito mortalmente nel 1369 vicino a Lussac-les-Châteaux, fu sepolto a Morthemer, collegando così il sito a questo periodo problematico. Il restauro del XIX secolo, ispirato ai modelli medievali, cercò di perpetuare questa memoria, rispondendo ai gusti estetici dell'epoca, mescolando la storia e la reinvenzione architettonica.

Oltre alla sua architettura, il castello è testimone delle trasformazioni sociali ed economiche della regione. Valdivienne, comune rurale di Vienna, ha subito un marcato cambiamento demografico e agricolo, da un'economia tradizionale a una diversificazione tra turismo e conservazione del patrimonio. Il castello, con il suo parco e gli annessi, incarna questa transizione, tra patrimonio medievale e adattamenti moderni. La sua graduatoria e il suo restauro riflettono anche una crescente consapevolezza del patrimonio, finalizzata a preservare le tracce di un passato locale e nazionale.

Infine, il Castello di Morthemer fa parte di un ricco paesaggio naturale e storico, tra cui la Valle di Vienna e siti classificati come Mazère Wood. Questi elementi ambientali, uniti alla presenza di resti industriali e religiosi, offrono un quadro che sia conservato che dinamico. Il monumento, attraverso la sua storia e l'architettura, rimane ancora per la memoria collettiva, aprendosi a nuove vocazioni, come il turismo culturale o gli eventi locali.

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