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Castello di Neublans à Neublans-Abergement dans le Jura

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château de style Classique
Jura

Castello di Neublans

    1 Rue du Château
    39120 Neublans-Abergement
Crédit photo : Historien21000 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1700
1800
1900
2000
Fin XIe siècle
Prima menzione del castello
1703
Acquisizione di Froissard de Broissia
XVIIe siècle
Rovine del castello
1er quart XVIIIe siècle
Ricostruzione del castello
17 mars 2014
Registrazione per monumenti storici
13 octobre 2015
Classificazione completa
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'intero castello (cad. A 561-568, 1121): iscrizione per ordine del 17 marzo 2014. Commissione Regionale Patrimonio e Siti del 19 settembre 2013. Commissione Nazionale Monumenti Storici del 12 gennaio 2015. Il decreto del 13 ottobre 2015 prevede: "Il castello di Neublans, che comprende la casa, i vari edifici dei comuni, compresi i padiglioni di ingresso, le stalle, il colombecote, i capannoni per colonne, così come il parco con le sue recinzioni e pareti di recinzione, come definito da un confine rosso sul piano allegato a questo decreto e situato, 1, rue du château, a Neublans-Abergement (Jura).

Dati chiave

Famille Froissard de Broissia - Proprietario e ricostruttore Acquisire il castello nel 1703.

Origine e storia

Il Castello di Neublans, menzionato per la prima volta alla fine dell'XI secolo, fu rovinato nel XVII secolo prima di essere ricostruito all'inizio del XVIII secolo. Acquisita nel 1703 dalla famiglia Froissard de Broissia, incorpora resti medievali come due torri, mentre adotta uno stile architettonico ispirato all'Italia, con facciate in mattoni e colossali pilastri con capitelli corinti. La Rivoluzione francese interruppe l'opera, lasciando il castello incompiuto, ma gli elementi interni, come il grande salotto a pannelli, rimangono ancora oggi.

L'edificio si distingue per il raro uso di mattoni nella zona, originariamente destinato a ricevere un rivestimento per evidenziare il design studioso della facciata. I comuni, tra cui stalle e colombecote, formano un ensemble eccezionale, con stalle e bancarelle serbiane intagliate da cognate. Questi sviluppi, descritti nella relazione di un esperto del 1793, riflettono la raffinatezza della casa, sia nel suo design che nella sua realizzazione. L'influenza italiana si trova anche nelle decorazioni interne e negli edifici del cortile.

Classificato un monumento storico nel 2015, il castello comprende la casa, i comuni (passeggeri, stalle, colombecote, colonnati) e un parco delimitato. Nonostante gli archivi familiari inaccessibili, la sua architettura, combinando il patrimonio medievale e le innovazioni barocche, testimonia un periodo cardine tra tradizione locale e influenze europee. La protezione copre anche le recinzioni e le pareti di recinzione del parco, evidenziando l'importanza del patrimonio di tutto.

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