Prima menzione del castello Fin XIe siècle (≈ 1195)
Castle per la prima volta.
1703
Acquisizione di Froissard de Broissia
Acquisizione di Froissard de Broissia 1703 (≈ 1703)
Inizio della ricostruzione attuale.
XVIIe siècle
Rovine del castello
Rovine del castello XVIIe siècle (≈ 1750)
Edificio distrutto prima della ricostruzione.
1er quart XVIIIe siècle
Ricostruzione del castello
Ricostruzione del castello 1er quart XVIIIe siècle (≈ 1825)
Stile italiano e mattoni utilizzati.
17 mars 2014
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 17 mars 2014 (≈ 2014)
Protezione parziale del castello.
13 octobre 2015
Classificazione completa
Classificazione completa 13 octobre 2015 (≈ 2015)
Castello e parco classificato.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
L'intero castello (cad. A 561-568, 1121): iscrizione per ordine del 17 marzo 2014. Commissione Regionale Patrimonio e Siti del 19 settembre 2013. Commissione Nazionale Monumenti Storici del 12 gennaio 2015. Il decreto del 13 ottobre 2015 prevede: "Il castello di Neublans, che comprende la casa, i vari edifici dei comuni, compresi i padiglioni di ingresso, le stalle, il colombecote, i capannoni per colonne, così come il parco con le sue recinzioni e pareti di recinzione, come definito da un confine rosso sul piano allegato a questo decreto e situato, 1, rue du château, a Neublans-Abergement (Jura).
Dati chiave
Famille Froissard de Broissia - Proprietario e ricostruttore
Acquisire il castello nel 1703.
Origine e storia
Il Castello di Neublans, menzionato per la prima volta alla fine dell'XI secolo, fu rovinato nel XVII secolo prima di essere ricostruito all'inizio del XVIII secolo. Acquisita nel 1703 dalla famiglia Froissard de Broissia, incorpora resti medievali come due torri, mentre adotta uno stile architettonico ispirato all'Italia, con facciate in mattoni e colossali pilastri con capitelli corinti. La Rivoluzione francese interruppe l'opera, lasciando il castello incompiuto, ma gli elementi interni, come il grande salotto a pannelli, rimangono ancora oggi.
L'edificio si distingue per il raro uso di mattoni nella zona, originariamente destinato a ricevere un rivestimento per evidenziare il design studioso della facciata. I comuni, tra cui stalle e colombecote, formano un ensemble eccezionale, con stalle e bancarelle serbiane intagliate da cognate. Questi sviluppi, descritti nella relazione di un esperto del 1793, riflettono la raffinatezza della casa, sia nel suo design che nella sua realizzazione. L'influenza italiana si trova anche nelle decorazioni interne e negli edifici del cortile.
Classificato un monumento storico nel 2015, il castello comprende la casa, i comuni (passeggeri, stalle, colombecote, colonnati) e un parco delimitato. Nonostante gli archivi familiari inaccessibili, la sua architettura, combinando il patrimonio medievale e le innovazioni barocche, testimonia un periodo cardine tra tradizione locale e influenze europee. La protezione copre anche le recinzioni e le pareti di recinzione del parco, evidenziando l'importanza del patrimonio di tutto.
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