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Castello di Ponneau à Jully-lès-Buxy en Saône-et-Loire

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort
Saône-et-Loire

Castello di Ponneau

    Ponneau
    71390 Jully-lès-Buxy

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1447
Costruzione della cappella
1537
Alienazione della signoria
1699
Morte di Alphonse Bonnamour
1882
Restauro della cappella
1944
Proprietario relativo a Monte Cassino
30 août 1995
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Castello e cappella (Box ZI 9, 35): iscrizione per ordine del 30 agosto 1995

Dati chiave

Gérard Joly - Signore e Fondatore Costruttore della cappella nel 1447.
Alphonse Bonnamour - Signore di Ponneau Entrato nella cappella nel 1699.
Jean-Baptiste Pouffier - Consigliere del Parlamento Proprietario nel 1656 tramite matrimonio.
Paul Adenot - Ristorante ristorante del XIX secolo Modificata la cappella nel 1882.
Général Chaillet - Ultimo notevole proprietario Collegato alla battaglia di Monte Cassino.
Jehan Joly - Signore e imprenditore Fondata una fabbrica di piastrelle nel 1428.

Origine e storia

Il castello di Ponneau, situato a Jully-lès-Buxy in Saône-et-Loire, è un edificio modesto originario del XV secolo, ricostruito nel XVI e XVII secolo. Si compone di un edificio rettangolare fiancheggiato da due torri circolari, completato successivamente da un portico e galleria arcade, servito da una torre di scale. La vicina cappella, dedicata alla Vergine Maria e a San Giacomo, fu eretta nel 1447 da Gérard Joly, membro di un'influente famiglia di Borgogna. Conserva elementi gotici, come una finestra ad arco trilobata, e decorazioni ingenue che evocano i pellegrini di Santiago de Compostela.

La signoria di Ponneau, menzionata nel 1537, cambiò spesso le mani: alienata ad Antoine de Bressey, poi ripresa da Nicolas de Thyard prima di essere assegnata a Hugues de Rouuvray nel 1555. Nel XVII secolo, passò nelle mani delle famiglie Mucie, Pouffier e Joly, tra cui Alphonse Bonnamour, sepolto nella cappella nel 1699. Dopo la Rivoluzione, la proprietà fu venduta come proprietà nazionale, poi acquisita da famiglie locali come il Gianthial o i Figli-Giovanni, prima di essere restaurata nel XIX secolo da Paul Adenot, che modificò la cappella.

Il castello, una proprietà privata dal XX secolo, è stato elencato come monumento storico nel 1995. La sua architettura riflette trasformazioni successive, mescolando elementi difensivi medievali e aggiunte rinascimentali. La cappella, restaurata nel 1882, illustra la modesta arte religiosa della Borgogna del XV secolo, con i suoi archi al centro dell'hangar e il suo coro in una croce dogmatica. Gli archivi rivelano anche l'importanza economica locale, come la piastrella Joly, attiva fino al XIX secolo.

Lo stemma delle famiglie seigneuriali (Thyard, Rouvray, Mucia) ricordano il loro prestigio, mentre le prove del XVIII secolo evocano conflitti legati alle faccende e all'uso delle fortezze locali. Il generale Chaillet, l'ultimo notevole proprietario, era un attore della seconda guerra mondiale, legando così la storia del castello agli eventi nazionali. Oggi, il sito, non aperto al pubblico, testimonia sette secoli di storia della Borgogna, tra potere seigneuriale, devozione religiosa e cambiamento architettonico.

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