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Castello di Tailly-l'Arbre-à-Mouches dans la Somme

Somme

Castello di Tailly-l'Arbre-à-Mouches

    1 Chemin de Belloy
    80270 Tailly

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1730-1740
Costruzione del castello
1925
Acquisizione da parte dell'Altaclocque
10 octobre 1995
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

MH registrato

Dati chiave

Famille de Mannay de Camps - I proprietari iniziali Costruttori del castello nel XVIII secolo.
Philippe Leclerc de Hauteclocque - Maresciallo di Francia Proprietario dal 1925 al 1947.
Adrien de Hauteclocque - Padre del maresciallo Leclerc Compratore della tenuta nel 1925.

Origine e storia

Il castello di Tailly-l'Arbre-à-Mouches è una proprietà privata costruita negli anni 1730-1740 dalla famiglia di Mannay de Camps. Questa tenuta, conservata da questo lignaggio fino a dopo la Rivoluzione francese, illustra l'architettura classica del periodo, con i suoi alti livelli ai francesi e il suo arredamento sobrio. Il corpo della casa, incorniciato da due ali, e il suo pedimento semicircolare riflettono il gusto raffinato del XVIII secolo.

Nel XIX secolo, il castello cambiò le mani più volte prima di essere acquistato nel 1925 da Adrien de Hauteclocque, che lo offrì al figlio Philippe (futuro maresciallo Leclerc) per il suo matrimonio. La famiglia Leclerc, che visse fino al 1947, conservava ancora oggetti e ricordi personali del maresciallo, testimoniando il suo passaggio. Una mostra nella vicina fattoria traccia il suo periodo epico durante la seconda guerra mondiale.

Classificato ai Monumenti Storici dal 1995, il castello conserva parte della sua decorazione d'interni originale, come il legno settecentesco o una carta da parati grigio panoramica. Il parco, accessibile da un vialetto di 500 metri, e gli edifici agricoli (pietra, legno e torchi) completano questa zona storica, combinando patrimonio architettonico e memoria familiare.

Insieme, tra cui il castello, il parco e la fattoria, forma un luogo coerente dove la storia privata della famiglia Leclerc si intreccia con quella di Picardia. Mobili, come il diario di caccia del maresciallo o ritratti, rafforza questo legame tra il sito e il suo illustre occupante.

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