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Castello di Trenqueleon à Feugarolles dans le Lot-et-Garonne

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château de style Classique
Lot-et-Garonne

Castello di Trenqueleon

    D642E
    47230 Feugarolles
Proprietà privata
Crédit photo : Enallo - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1700
1800
1900
2000
1253
Prima menzione di Trenquelleon
1284
Collegamento a Vianne
1771
Ricostruzione del castello
1804
Fondazione di Marianisti
1920
Creazione del Premio d'Argento Jasmin
1951/2015
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Fronti e coperte (Box A 394): iscrizione per decreto del 16 febbraio 1951. L'ordine del 12 novembre 2015: [...] vista il decreto del 16 febbraio 1951 sull'iscrizione delle facciate e dei tetti del castello, la Commissione Regionale dei Beni e dei Siti (CRPS) della regione dell'Aquitania sentito nella sua sessione del 17 settembre 2015, considerando che il castello di Trenquelleon in Feugarolles (Lot-et-Garonne) è di sufficiente interesse a renderlo desiderabile per preservare la sua proscrizione architettonica Sezione ZN, trama 13 di 16 ha e 18 ares e 90 centiary del comune (piano annesso). Il decreto del 12 novembre 2015 annulla e sostituisce quello del 16 febbraio 1951.

Dati chiave

Bernard et Géraud Trenquelléon - Signori di Fimarcon (11 ° secolo) Detentori di nome collegati al sito.
Charles de Batz (1712–1754) - Ricostruttore barone (1771) Sponsor dell'architettura attuale.
Adèle de Batz de Trenqueléon (1789–1828) - Fondatore di Marianisti Creata la congregazione al castello nel 1804.
Léopold de Batz (1816–?) - Sindaco di Feugarolles Cavaliere della Legione d'onore (1875).

Origine e storia

Il castello di Trenqueléon, situato a Feugarolles in Lot-et-Garonne, trova le sue origini nel XIII secolo con la famiglia Trenquelléon, dai signori di Fimarcon. Nel 1253 i fratelli Bernard e Géraud Trenquelleon, figlio di Odon de Lomagne, diedero decime al vescovo di Agen, attestando la loro influenza locale. Nel 1284, il castello e i suoi annessi furono attaccati alla giurisdizione della Vianne bastide da un atto tra il Giordano di Lisle e il re d'Inghilterra. Il nome Trenquelleon appare così legato ad una motte feudale, poi ad una torre del XV secolo, ancora oggi visibile.

Nel XVIII secolo, il castello fu completamente ricostruito nel 1771 da Charles de Batz, barone di Trenqueléon, sulle fondamenta medievali. L'architettura, ispirata ai Chartreuses, unisce rigoroso classicismo (simmetria, giardini terrazzati) e originalità locali, come i tetti rotti curvi o un telaio curvato massiccio chevron, raro nella regione. Le iniziali C.B.T. e la data 1771 sono incise nel terreno e su un lucernario, evidenziando questo recast. L'arredamento interno, nello stile di Luigi XV (stukes, carpenteria), testimonia un lusso prerivoluzionario, anche se dieci arazzi con armi Trenqueléon, forse Gobelins, sono scomparsi nel 1954.

Il castello rimase associato alla famiglia Batz fino al XIX secolo. Adèle de Batz de Trenqueléon (1789–1828), nipote di Carlo, fondata nel 1804 l'Istituto delle Figlie di Maria, antenato della congregazione mariana, rendendo il luogo un simbolo religioso. Nel 1920 fu creato il Premio Jasmin d'Argent per premiare i poeti nelle lingue francese e francese. Classificato monumento storico nel 1951 (esteso nel 2015), la tenuta comprende ora case, comuni, giardini, colombe e una cappella, preservandone il patrimonio architettonico e spirituale.

La storia del castello riflette i cambiamenti sociali della Gascogne: prima fortezza medievale controllata dai signori di Lomagne, diventa residenza aristocratica sotto il Batz, poi luogo di memoria religiosa. La sua architettura, tra tradizione locale (slate, nido d'ape) e influenze esterne (il carpentiere "liberale", illustra gli scambi culturali dell'Ancien Régime. La torre del XV secolo, con il suo arco, e i comuni che chiudono il cortile richiamano il suo passato difensivo, mentre i saloni e i giardini evocano la sua età d'oro nel XVIII secolo.

La protezione del castello si estende ora all'intera tenuta (16 ettari), inclusi elementi idraulici e paesaggistici. Il suo stato di conservazione, nonostante la perdita di arazzi, ci permette di studiare una rara transizione architettonica tra il Medioevo e l'era moderna. Il sito, ancora legato all'ordine mariano, attrae anche per il suo premio letterario e il suo ruolo nel preservare il patrimonio di gascon.

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