Registrazione per monumenti storici 2 mars 1981 (≈ 1981)
Protezione di facciate e tetti.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Acque e tetti (causa A 516): iscrizione per ordine del 2 marzo 1981
Dati chiave
Simon IV de Montfort - Capo della Croce
Sacca il priorato durante la crociata.
Philippe VI de Valois - Re di Francia
Ordained la ricostruzione nel 1339.
Jean-Pierre Laffon - Architetto di Tolosa
Trasformato il castello nel XIX secolo.
Origine e storia
Il castello di Viviers-lès-Montagnes è un edificio fortificato costruito su un promontorio che domina la pianura e la montagna nera. La sua posizione strategica, con un'altitudine che consente tre livelli di cantine e terrazze, lo ha reso un sito ambito dalla preistoria. I resti attestano un'antica occupazione, seguita da un oppidum, poi un priorato benedettino fondato nel IX secolo dai monaci di Castres. I Templari aggiunsero fortificazioni prima che il sito subisse le devastazioni della Crociata albigiana sotto Simone IV di Montfort, poi quelle della Guerra dei Cent'anni.
Nel 1339 il re Filippo VI autorizzò gli abitanti a dividere le trame e a rafforzare il sito, eretto come fortezza dell'Haut-Languedoc con otto torri di bastioni. Il castello, situato al confine delle diocesi di Lavaur e Castres, è stato ristrutturato da vari signori locali, che hanno aggiunto elementi difensivi (artiglierie torri) o elementi decorativi (finestre di rinascita). Dopo quattro posti durante le guerre di religione, la sua struttura è stata profondamente cambiata, anche se le cantine a volta, testimoniando le esigenze difensive passate, sono rimaste. Le sculture rinascimentali, distrutte dai protestanti, furono riscoperte nel XIX secolo e ora adornano il parco.
All'inizio del XIX secolo, l'architetto Tolosa Jean-Pierre Laffon trasformò il castello in uno stile neoclassico, espandendo le aperture e rimuovendo la parete del cortile per creare giardini. La parte centrale del castello fu preservata, mentre l'ala orientale fu abbassata. Il sito, inserito in monumenti storici dal 1981, fonde così i beni medievali, rinascimentali e neo-classici, riflettendo la sua turbolenta storia tra conflitti e abbellimenti architettonici.
Gli scavi del XIX secolo rivelarono elementi intagliati precedenti, ora esposti nel parco. La facciata conserva crenelage e gargoyles a nord, mentre la parte meridionale ha la vestizione del XIX secolo. Il castello, inizialmente circondato da una parete recintata rimossa nel XIX secolo, illustra l'evoluzione delle esigenze difensive ed estetiche nel corso dei secoli, dal suo ruolo di fortezza di confine alla sua attuale vocazione residenziale.
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