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Château des Célestins en Ardèche

Ardèche

Château des Célestins

    Route Sans Nom
    30630 Colombier-le-Cardinal

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIe-XIIIe siècles
Fondazione del castello
1361
Istituzione del Cielo
années 1560
Istruzione di Huguenots
1655
Ricostruzione del monastero
1778
Chiusura del convento
1963 et 2017
Classi di monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

MH classificato

Dati chiave

Pierre de Colombier - Cardinale e legato del papa Fondata la comunità celeste nel 1361
Famille Malatour-Colombier d'Annonay - I proprietari iniziali Di proprietà del castello nel XII-XIII secolo
Frères Monneron - Acquirenti nel 1790 Acquistato il castello come un bene nazionale

Origine e storia

Lo Château des Célestins, situato a Colombier-le-Cardinal ad Ardèche, trova le sue origini tra il XII e il XIII secolo come rifugio difensivo e strategico. Originariamente di proprietà della famiglia Malatour-Colombiar di Annonay, divenne un luogo chiave per i cattolici durante i conflitti religiosi. Il suo destino cambiò nel 1361 quando Pierre de Colombier, cardinale e legato del papa, fondò una comunità di monaci celesti secondo la sua volontà. Le braccia del monastero, una croce d'oro con una S d'argento su uno sfondo azzurro, riflettono questa affiliazione religiosa.

Le guerre di religione segnarono una svolta violenta: nel 1560 gli Ugonotti distrussero il monastero, poi il bastione cattolico. Dopo l'editto di Nantes (1585), la ricostruzione quasi totale fu effettuata nel 1655. Tuttavia, l'ordine dei Celestini, allontanandosi dalle regole benedettine, fu abolito nel 1773, con conseguente chiusura del convento nel 1778. Il sito, venduto come proprietà nazionale nel 1790 ai fratelli Monneron, passò poi nelle mani di famiglie influenti come il Barou de La Lombardière de Canson (1859) e poi gruppi industriali (Saint-Gobain nel 1961).

L'architettura attuale, parzialmente classificata nel 1963 e nel 2017, testimonia questo passato turbolento. Il monastero di 5.000 m2, circondato da un parco di 18 ettari, illustra le successive trasformazioni: fortezza medievale, convento celeste e proprietà privata. Oggi, gestito da un'unione mista di ardèche, rimane un simbolo di lotte religiose e cambiamenti di patrimonio in Ardèche Verte, tra il Piemonte e le valli del Rodano.

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