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Castello di Préau à Nohant-en-Goût dans le Cher

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Cher

Castello di Préau

    1 Le Préau
    18390 Nohant-en-Goût

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
4e quart XVe siècle
Costruzione iniziale
1645
Acquisizione di Étienne de Chabenat
1646
Ristrutturazione di coperte
début XIXe siècle
Istruzione del padiglione d'ingresso
15 septembre 1962
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Fronti e tetti (Cd. C 96): iscrizione per decreto del 15 settembre 1962

Dati chiave

Jean Lallemand - Costruzione iniziale Figlio di Guillaume Lallemand, ricevitore generale.
Guillaume Lallemand - Padre di Jean Lallemand Ricevitore Generale di Normandia.
Étienne de Chabenat - Acquirente e ristrutturazione (1645) Consigliere del re, tesoriere generale.
Information non disponible - Nessun carattere identificato Fonti insufficienti per citare.

Origine e storia

Il castello du Préau è stato costruito alla fine del XV secolo da Jean Lallemand, figlio di Guillaume Lallemand, poi ricevitore generale di Normandia. Questa residenza fortificata, con torrette difensive e un recinto quadrato, rifletteva l'architettura militare del tempo integrando elementi residenziali. La casturina rotonda abbraccia gli angoli della facciata ovest testimoniano la sua vocazione iniziale di protezione, mentre il cortile era un tempo chiuso da un padiglione del ponte levatoio sormontato da un orologio, ora estinto.

Nel 1645, Étienne de Chabenat, consigliere e segretario del re, e tesoriere generale della Francia a Grenoble, acquisì la tenuta e iniziò la sua trasformazione in una casa di piacere. Le coperte furono restituite nel 1646, segnando una transizione verso uno stile più residenziale e meno difensivo. Il corpo di casa a due ali, tuttavia, conserva tracce del suo passato medievale, come i resti del recinto quadrato. Il castello avrebbe servito anche come residenza per i signori di Savigny, anche se questa occupazione rimase meno documentata.

All'inizio del XIX secolo, il padiglione d'ingresso del ponte levatoio fu distrutto, in parte alterando la configurazione originale della corte. Nonostante queste modifiche, il castello conserva significativi elementi architettonici del XV, XVII e XVIII secolo, come testimoniano le facciate e i tetti protetti da un decreto di iscrizione nel 1962. Oggi, il sito incarna sia un patrimonio difensivo medievale che un'evoluzione verso il comfort residenziale dei tempi moderni.

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