Epidemico e desiderio 1735 (≈ 1735)
Origine della Vergine del culto.
1941
Classificazione MH
Classificazione MH 1941 (≈ 1941)
Elencato come monumenti storici.
1981-1982
Restauro di affreschi
Restauro di affreschi 1981-1982 (≈ 1982)
Lavoro condotto da Guy Ceppa.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa: registrazione con decreto del 22 dicembre 1941
Dati chiave
Guy Ceppa - Fresquist
Ripristino delle volte nel 1981-1982.
Jacques Bottero - Bella pittrice
Autore di due dipinti (1697).
Facteur Martella - Artigianato di organi
Installato l'organo nel 1898.
Origine e storia
La chiesa Saint-Antonin de Levens, situata nelle Alpi Marittime, è menzionata per la prima volta nel 1286 nella Carta dell'Abbazia di Saint-Pons di Nizza come proprietà comunale. La sua costruzione iniziale, prima del XIII secolo, subì importanti cambiamenti all'inizio del XVII secolo, in particolare nella sua decorazione e struttura interna. La facciata, ricostruita nel XX secolo, è stata ispirata dalla cattedrale di Monaco e utilizzata pietre locali, tra cui quelle delle cave di Sainte-Claire, una frazione di Levens.
Gli affreschi delle volte, risalenti al XVII secolo, furono restaurati nel 1981-1982 dal frisquista Guy Ceppa. L'edificio, inscritto in monumenti storici dal 1941, presenta un piano basilicale a tre navate, separato da pilastri calcarei grigi decorati con teste intagliate tardo romaniche, tra cui un famoso "Sorriso di Levens". Questi elementi architettonici testimoniano la sua evoluzione tra il Medioevo e l'era moderna.
L'arredamento comprende pezzi importanti: un pulpito della fine del XVI secolo, due tele di Jacques Bottero (1697) raffiguranti San Antonin, e una tavola di comunione in marmo di Carrara (1779). L'organo, installato nel 1898 dal fattore Martella, proviene dall'ex seminario di Nizza. Tra gli oggetti culturali, la Vergine del Veu, una statua di legno policromo, commemora la protezione contro un'epidemia del 1735, con un rituale ancora celebrato oggi.
La chiesa illustra la storia religiosa e artistica della regione, mescolando patrimonio medievale, influenze barocche e tradizioni locali. La sua iscrizione come monumento storico sottolinea la sua importanza storica nelle Alpi Marittime.
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