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Colonna Gallo-romana di Saint-Martial-le-Mont dans la Creuse

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Colonne romaine
Creuse

Colonna Gallo-romana di Saint-Martial-le-Mont

    Place de l'Eglise
    23150 Saint-Martial-le-Mont
Crédit photo : Aubussonais - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
200
300
1900
2000
Antiquité (Ier-IVe siècle)
Presumibilmente costruzione
27 juillet 1938
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Colonna Gallo-romana Frammento: Ordine del 27 luglio 1938

Dati chiave

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Origine e storia

Il frammento della colonna gallo-romana di Saint-Martial-le-Mont è un tamburo di granito alto 85 cm, posto a terra in Piazza della Chiesa. Il suo arredamento di foglie incastonate e il suo stile richiamano i resti simili del Monte Dore e del Lavaveix-les-Mines, suggerendo un'origine comune legata ad un tempio gallo-romano o villa. La sua attuale posizione e l'esatta provenienza rimangono sconosciute, ma la sua analogia con altri frammenti regionali indica una funzione monumentale o religiosa in tempi antichi.

Ranked un monumento storico con decreto del 27 luglio 1938, questa vestigia testimonia l'occupazione gallo-romana in Limousin. La regione, attraversata dal Creuse, era poi un crocevia di scambi e di stabilimento di ville rurali. Queste colonne, spesso riutilizzate o spostate, hanno segnato l'importanza dei luoghi di culto o delle proprietà agricole romane. La loro presenza illustra l'integrazione delle élite locali con modelli architettonici romani, sottolineando la mancanza di fonti sul loro preciso contesto.

Il comune di Saint-Martial-le-Mont, situato in un bacino di carbone operato fino al XX secolo, conserva anche altre tracce gallo-romane, come la "pietra di misurazioni" di Chantaud. Questi resti, anche se frammentari, offrono una panoramica della romanizzazione nelle aree rurali, dove templi e ville coesistevano con attività artigianali e agricole. Il loro studio rimane limitato dall'assenza di scavi esaustivi, ma la loro classificazione protegge queste testimonianze da un antico passato spesso sconosciuto.

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