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Convento dei Carmelitani à Auch dans le Gers

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Couvent
Gers

Convento dei Carmelitani

    12 Place Saluste-du-Bartas
    32810 Auch
Couvent des Carmélites dAuch
Couvent des Carmélites dAuch
Couvent des Carmélites dAuch
Couvent des Carmélites dAuch
Crédit photo : Didier Descouens - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
2e quart du XVIIe siècle
Costruzione del convento
1841
Acquisto in città
XIXe siècle
Fondazione del Secondo Convento
22 mars 1973
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Ex cappella (Box K 1414): iscrizione per ordine del 22 marzo 1973

Dati chiave

Mme de Coudray - Fondatore del convento Iniziatore della prima fondazione.
Jean Caillon - Architetto Designer del monumento tardo gotico.

Origine e storia

Il convento carmelitano di Auch, fondato nel 2 ° trimestre del XVII secolo, è un monumento emblematico del tardo gotico a Gers. Costruito sotto la direzione dell'architetto Jean Caillon, si distingue per la sua cappella con quattro baie a volta con testate, supportate da assiemi classici-de-lampe. La facciata, decorata con due pilastri ionici e una porta in mezzo al gancio, riflette un'estetica sobria ma elegante. Originariamente, la finestra della facciata illuminava la galleria, ma ora illumina la lobby della libreria media, installata su un pavimento che divide lo spazio della vecchia chiesa.

Il convento fu inizialmente stabilito grazie a Madame de Coudray, prima di essere confiscato come bene nazionale durante la Rivoluzione. Nel 1841, la città di Auch la acquisì per installare una scuola di disegno e architettura, un museo e una biblioteca, che in parte alterava la sua struttura. Un secondo convento, fondato nel XIX secolo, occupava poi i locali ora dedicati agli archivi dipartimentali. La cappella, classificata come monumento storico nel 1973, testimonia questa turbolenta storia, mescolando il patrimonio religioso e le località culturali.

L'edificio illustra i cambiamenti degli edifici del convento in Francia: passato da un luogo di preghiera a uno spazio pubblico, incarna la secolarizzazione dei beni ecclesiastici postrivoluzionari. La sua architettura, caratterizzata da elementi classici e gotici, lo rende un raro esempio di transizione stilistica nel sud-ovest. Oggi la biblioteca mediatica continua la sua vocazione educativa, conservando le tracce del suo patrimonio spirituale, come le volte ogivali o i pilastri della facciata.

Fonti storiche evidenziano il suo ruolo nella vita culturale ausciana, dal suo uso come scuola nel XIX secolo alla sua attuale funzione. La classificazione del 1973 ha salvato elementi chiave, come le campate a volta o la porta in mezzo alla rabbia, nonostante gli sviluppi moderni. Il convento rimane così simbolo della resilienza del patrimonio, tra memoria religiosa e adattamento contemporaneo.

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