Monumento storico 27 février 1926 (≈ 1926)
Registrazione per ordine ufficiale.
Aujourd'hui
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Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Cemetery Cross (Box AB 101): Registrazione per ordine del 27 febbraio 1926
Dati chiave
Information non disponible - Nessun personaggio citato
Il testo sorgente non menziona alcun nome.
Origine e storia
La croce del cimitero di Saint-Juvat, classificata come monumento storico dal 1926, si distingue per la sua base circolare e la sua botte quadrata, ora frammentata. Questo calvario bifacciale presenta da un lato Cristo sulla croce circondato dai due larroni, e dall'altro lato la Vergine accompagnata da due sante donne, con due personaggi aggiuntivi che sostengono i legami obliqui. Gli scudi, una volta corazzati, hanno perso i loro emblemi, ma la loro presenza suggerisce un nobile sponsor o una ricca comunità locale.
Il monumento poggia su una base composta da un dado sormontato da una tavoletta con angoli supportati da piccole colonne. Anche se la croce attuale non sembra essere la croce originale, indizi stilistici – come la sezione quadrata camuffata del barile, iconografia ingenua e motivi araldici cancellati – suggeriscono una realizzazione iniziale alla fine del Medioevo, ridisegnata o sostituita nel XVII secolo. La croce sarebbe sopravvissuta fino al XVIII secolo prima di essere modificata.
La posizione della croce nel cimitero di Saint-Juvat, villaggio della Côtes-d-Armor in Bretagna, riflette il suo ruolo centrale nella vita religiosa e comunitaria. Nei tempi moderni, questi calvari servivano come punti di riferimento spirituale e come supporto per la devozione popolare, spesso eretti vicino a luoghi di culto o sentieri frequentati. La loro iconografia, sebbene ingenua, mirava a educare i fedeli e a segnare lo spazio sacro.
Di proprietà del comune, la croce è protetta dal 1926 per il suo patrimonio e l'interesse artistico. Il suo stato attuale, con un tamburo in diversi pezzi e sculture erose, testimonia i pericoli del tempo e dei restauri parziali. Fonti disponibili, come il database Merimée e Monumentum, evidenziano la sua importanza locale, nonostante una accuratezza geografica considerata "a priori soddisfacente" (nota 6/10).
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