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Cromlech des Bonnettes in Sailly-en-Ostrevent dans le Pas-de-Calais

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Cromlech
Pas-de-Calais

Cromlech des Bonnettes in Sailly-en-Ostrevent

    Le Bourg
    62490 Sailly-en-Ostrevent
Cromlech des Bonnettes à Sailly-en-Ostrevent
Cromlech des Bonnettes à Sailly-en-Ostrevent
Cromlech des Bonnettes à Sailly-en-Ostrevent
Cromlech des Bonnettes à Sailly-en-Ostrevent
Cromlech des Bonnettes à Sailly-en-Ostrevent
Cromlech des Bonnettes à Sailly-en-Ostrevent
Cromlech des Bonnettes à Sailly-en-Ostrevent
Cromlech des Bonnettes à Sailly-en-Ostrevent
Cromlech des Bonnettes à Sailly-en-Ostrevent
Cromlech des Bonnettes à Sailly-en-Ostrevent
Crédit photo : Auteur inconnu - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1877
Scavi archeologici
1889
Classificazione monumento storico
1914-1918
Danni durante la prima guerra mondiale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cromlech, chiamato Caps (C 311): classificazione per lista 1889

Dati chiave

M. Bréan - Archeologo Fondato nel 1877 per la Società delle Scienze di Douai.

Origine e storia

Il Tumulus des Sept-Bonnettes, situato a Sailly-en-Ostrevent, Pas-de-Calais, è un recinto megalitico di una forma ovoide che misura 38 m di lunghezza, 28 m di larghezza e 5 m di altezza. Al suo piano si erge un cromlech, inizialmente composto da sette pietre erette, una delle quali è scomparsa e un'altra è rotta. Questo sito, classificato come monumento storico nel 1889, è stato ricercato nel 1877 da Mr.Bréan, membro della Società delle Scienze di Douai, rivelando ossa umane, strumenti flint e tracce di combustione.

Durante la prima guerra mondiale, il tumulo subì notevoli danni: i tedeschi installarono una batteria lì e scavarono un rifugio nella collina. Gli scavi del 1877 permetterono di scoprire, in suolo sabbioso, ceneri, carboni, ossa (compreso un frammento di un cranio) e manufatti flint (tagliatori, raschiatori, punte di freccia, assi). Questi elementi suggeriscono un uso funebre o rituale del sito in un periodo preistorico.

Una leggenda locale racconta che sette ragazze, sorprese a ballare sul tumulo durante il servizio, sono state trasformate in pietre. Il termine cap, nel patois locale, si riferisce a una ragazza malvagia, aggiungendo una dimensione popolare al monumento. Il sito, di proprietà del comune, rimane una rara testimonianza di pratiche megalitiche negli Hauts-de-France, nonostante la distruzione subita nel XX secolo.

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