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Grotta neolitica, chiamata Saran IV dans la Marne

Marne

Grotta neolitica, chiamata Saran IV

    5000 La Grifaine
    51530 Chouilly
Grotte néolithique, dite Saran IV
Grotte néolithique, dite Saran IV
Grotte néolithique, dite Saran IV
Grotte néolithique, dite Saran IV
Grotte néolithique, dite Saran IV
Grotte néolithique, dite Saran IV
Crédit photo : Barbat - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
2800 av. J.-C.
2700 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Fin du Néolithique
Costruzione di ipogei
1806
Prima scoperta
1852
Scoperta della seconda tomba
1854
La distruzione delle prime tombe
1866
Descrizione di Abbé Barré
1921-1922
Ricerca di ipogei II a IV
10 mars 1961
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cave neolitiche, detta "Saran IV" (causa D 533): classificazione per decreto del 10 marzo 1961

Dati chiave

Abbé Barré - Storico locale Descritto le tombe nel 1866.

Origine e storia

Le grotte di Saran, insieme di ipogei neolitici, furono scoperte a Chouilly (Marne) nel 1806. Due tombe, distrutte nel 1854, furono descritte nel 1866 da Abbé Barré: la prima, ellittica, conteneva 30 scheletri e strumenti flint; Il secondo, a forma di pozzo, ospitava 48 scheletri e oggetti di osso, ceramica e legno pietrificato. Queste tombe collettive, di fronte a sud-est, illustrano le pratiche funerarie del tardo neolitico.

Nel 1921-1922 quattro nuove tombe (daII a IV) furono scoperte vicino al castello di Saran. L'ipoge IV, classificato nel 1961, si distingue per un bassorilievo enigmatico (tige sormontato da una rosetta), interpretato come un fiore o un simbolo solare. Le tre ipogee, allineate e scavate nel gesso, hanno camere infilate, con tracce di strumenti sulle pareti. Il loro accesso, bloccato dal gesso e dal carbone, suggerì una chiusura rituale.

Gli scavi hanno rivelato scheletri aggrovigliati (circa 30 in totale) e mobili funerari modesti: guarnizioni (ambra, smeraldo, conchiglie), lame flint e punte freccia. Gli ipogei I, II e III contenevano depositi ossei e manufatti locali (silex da scogliere, conchiglie terziarie). L'ipoge IV, meno ricco, ha consegnato solo tre scheletri. Questi reperti testimoniano una comunità neolitica organizzata, utilizzando materiali localmente disponibili per i suoi riti funebri.

La prima stanza di ipogee, spesso vuota, poteva essere usata come cerimonia piuttosto che come funerale. Gli oggetti in legno pietrificato e gli strumenti ossei di cervo evidenziano l'artigianato e i commerci dell'epoca. La testa scolpita di pecore, trovata nell'ipoge II, e gli anelli di gesso o ambra rivelano un complesso simbolico, forse legato a credenze o status sociale.

Abbé Barré nel 1866 documentò le prime scoperte, ma la maggior parte dei manufatti erano già scomparsi. Gli scavi successivi (1921-1922) permisero uno studio più sistematico, anche se limitato dallo stato di conservazione delle ossa. La classificazione della grotta IV nel 1961 sancisce la sua importanza di patrimonio, nonostante la parziale distruzione del sito nel XIX secolo.

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