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Dizonanche Farm à Sagnes-et-Goudoulet en Ardèche

Ardèche

Dizonanche Farm

    370 Dizonenche
    07450 Sagnes-et-Goudoulet

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1500
1600
1700
2000
1156
Fondazione Bonnefoy
1179
Prima menzione di Dizonanche
2e moitié XVe siècle
Costruzione dell'azienda agricola
1642
Caminetto monumentale datato
XVIe siècle
Fuoco durante le guerre di religione
1653
Secondo incendio devastante
2007
I lupi attaccano
23 mars 2018
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'intera fattoria Dizonanche e la trama su cui si trova comprendente la casa, l'edificio stabile del finocchio, l'edificio nord-est, tutti situati al posto chiamato Dizonanche in Sagnes-et-Goudoulet su Parcel 42, che appare nella sezione registro terreno AB: iscrizione per ordine del 23 marzo 2018

Dati chiave

Guillaume de Fay - Signore di Mezenc Nel 1156 fondò la Chartreuse di Bonnefoy.
Johanne Viale - Testimonianza nel 1506 Menzionato come residente di Dizonanche.
Famille Méjan - Proprietari nel XVII-XV secolo Responsabile del lavoro del 1642.
Évêque de Viviers - Autorità religiosa Ha costretto il Chartreux a ricostruire.

Origine e storia

L'Agriturismo Dizonanche è un complesso architettonico medievale situato a Sagnes-et-Goudoulet, nella regione Auvergne-Rhône-Alpes. A partire dalla seconda metà del XV secolo, illustra l'architettura monastica del tardo Medioevo, con una casa distinto dagli edifici agricoli, caratteristica delle proprietà del Chartreux di Bonnefoy. Questo sito, culminato a oltre 1.200 metri sul livello del mare, ha segnato un confine storico tra i possedimenti di Bonnefoy e quelli dell'Abbazia di Aiguebelle, in un territorio isolato chiamato deserto.

Il luogo è menzionato fin dal 1179 negli archivi di Bonnefoy, fondato nel 1156 da Guillaume de Fay, seigneur di Mézenc. Nel XV secolo, dopo scambi territoriali e epidemie (compresa la peste di Aiguebelle), la terra fu ceduta ai laici agricoltori. L'azienda, originariamente dedicata all'erborismo per il Chartreuse, subì due grandi incendi: il primo durante le guerre di religione (16 ° secolo), il secondo nel 1653, che pose fine alla presenza monarchica. I Chartreux, costretti a ricostruire dal vescovo di Viviers, lasciarono tracce come il monumentale camino del 1642.

La tipologia dell'agriturismo riflette la sua origine monastica: una casa su tre livelli (con soggiorno al piano terra e camino basalto) e una fienile-finestra di 30 × 10 m, inizialmente coperta di lauze del Monte Gerbier. Il telaio, rinforzato da pilastri e balestra, porta segni di montaggio e una data incisa (1860). Un piccolo edificio di riserva, ampliato dopo il catasto napoleonico, completa il tutto. Dopo la Rivoluzione, la fattoria passò nelle mani delle famiglie degli agricoltori fino al 1990.

Il sito, classificato come Monumento Storico nel 2018, conserva elementi difensivi come una poppa sopra la porta, riflettendo le tensioni passate. La sua storia recente include un tragico episodio nel 2007, quando 27 pecore del gregge sono state uccise dai lupi, richiamando le sfide contemporanee dell'allevamento di montagna. L'agriturismo incarna così quasi nove secoli di storia, tra spiritualità Chartreuse, conflitti religiosi e vita rurale ardèche.

I materiali locali, come la lauze Gerbier o le pietre da zucchero Coux, evidenziano l'ancoraggio geografico del sito. La Chartreux sfruttava queste risorse per le loro costruzioni, mentre l'azienda serviva come punto di riferimento nelle dispute territoriali medievali. Nonostante il suo abbandono monastico nel XVII secolo, il luogo rimane una rara testimonianza di architettura utilitaria medievale, conservata fino ad oggi.

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