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Dolmen de Briande 1 e 2 in Arçay dans la Vienne

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Vienne

Dolmen de Briande 1 e 2 in Arçay

    Roche Briande
    86200 Arçay
Proprietà privata
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Dolmen de Briande 1 et 2 à Arçay
Crédit photo : Liberliger - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
1837
Relazione di Dolmen n. 3
1887-1889
Dolmen n°1 ricerche
4 juillet 1978
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen de Briande I (causa C 191): entrata per ordine del 4 luglio 1978

Dati chiave

Jules Richard - Archeologo Fouilla le dolmen n°1 (1887-1889).
Arnault-Poirier - Storico locale Dolmen n°3 segnalato nel 1837.
L. Chabonneau-Lassay - Ricercatore Mentionna dolmen n°3 nel 1915.
Claude Burnez - Architetto o archeologo Prepara un piano per Dolmen #1.

Origine e storia

I dolmen di Briande, situati ad Arçay nel dipartimento di Vienna (Nuova Aquitania), formano un complesso megalitico risalente al Neolitico. Questo gruppo è costituito inizialmente da tre dolmen, uno dei quali ora manca. I due dolmen conservati, a 400 metri di distanza, hanno caratteristiche architettoniche distinte: la prima, una navata di 10 metri di lunghezza, ha consegnato manufatti (ossa, ceramica, flint) durante gli scavi condotti da Jules Richard tra il 1887 e il 1889. Il secondo, più piccolo, mantiene un tavolo di copertura capovolto e orthostats parzialmente in piedi.

Dolmen n. 1, classificato come monumento storico nel 1978, rivela una struttura in pietra arenaria con sette orthostats e un tavolo rotto. Gli oggetti scoperti ( vaso di campaniformi, pendente schist, cornici freccia) suggeriscono complesse pratiche funebri e artigianali. Nelle vicinanze, un tumulo inesplorato (il grande tumulo di Chassigny) e ditches circolari non datate completano questo paesaggio archeologico, anche se la loro attribuzione al neolitico rimane incerta per alcuni elementi.

Dolmen 2, meno documentato, mostra tracce di saccheggio illegale. La sua camera, inizialmente 4,50 m per 3.20 m, è delimitata da lastre di arenaria, alcune delle quali potrebbero appartenere ad un portico angelico. Il terzo dolmen, riportato nel 1837 da Arnault-Poirier e poi nel 1915 da Chabonneau-Lassay, è ormai scomparso, proprio come le tombe vicine, distrutte durante i successivi ri-membramenti. Questi resti illustrano l'evoluzione delle pratiche funerarie e dell'uso del suolo nella regione neolitica.

Fonti disponibili (Wikipedia, Monumentum) evidenziano l'importanza di questo sito per comprendere le costruzioni megalitiche del Poitou. Dolmen n. 1, sistematicamente ricercato, offre preziose testimonianze materiali, mentre altre strutture meno studiate fanno domande sulla loro esatta funzione e cronologia. La registrazione di Dolmen n. 1 nel 1978 segna il riconoscimento del suo valore di patrimonio, anche se le zone d'ombra persistono nella misura originale del sito e dei suoi collegamenti al tumulo di Chassigny.

Collegamenti esterni