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Dolmen de la Romme in Champtocé-sur-Loire en Maine-et-Loire

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Maine-et-Loire

Dolmen de la Romme in Champtocé-sur-Loire

    Le Moulin de la Grande Vig
    49123 Champtocé-sur-Loire
Proprietà privata
Dolmen de la Romme à Champtocé-sur-Loire
Dolmen de la Romme à Champtocé-sur-Loire
Dolmen de la Romme à Champtocé-sur-Loire
Dolmen de la Romme à Champtocé-sur-Loire
Dolmen de la Romme à Champtocé-sur-Loire
Crédit photo : Kormin - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1928
La scoperta dei dolmen
1934
Primo ingresso scritto
1935
Scavi archeologici
28 mars 1991
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen de la Romme (causa D 722): entrata per ordine del 28 marzo 1991

Dati chiave

M. Bernard - Scoperta del dolmen Viveva ad Ancenis nel 1928.
A. Poilane - Archeologo e ricercatore Menzionato e perquisito il sito nel 1934-1935.

Origine e storia

Il Dolmen de la Romme, noto anche come Dolmen de l'étang de Vauboisseau, è un edificio megalitico situato vicino al fiume Romme, nel comune di Champtocé-sur-Loire, nel dipartimento del Maine-et-Loire. Si compone di cinque orthostats a nord, sei a sud, e una lastra di comodino. Due tavolini, parzialmente in posizione, rimangono verso il fondo, uno dei quali è inclinato. Sei piccole lastre, una volta erette, formarono una struttura ovale a sud del dolmen.

Il monumento fu scoperto nel 1928 da Bernard, residente ad Ancenis, e menzionato per la prima volta nel 1934 da A. Poilane. Quest'ultimo condusse scavi nel 1935 sulle parti scoperte dei dolmen, rivelando alcuni frammenti di ceramica, probabilmente conservati presso il Cholet Museum. Il dolmen è stato elencato come monumenti storici nel 1991, riconoscendo la sua importanza di patrimonio.

Con le sue dimensioni di 6 metri di lunghezza per 1 metro di larghezza, il Dolmen de la Romme illustra la tipica architettura megalitica della regione. Il suo parziale stato di conservazione, comprese le lastre inclinate e i resti della sua struttura ovale, offre una preziosa testimonianza delle pratiche funerarie e culturali dei suoi costruttori, anche se il loro esatto periodo di costruzione rimane indeterminato.

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