Costruzione di dolmen Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Periodo di costruzione stimato
1210-475 av. J.-C.
Dati del carbone aberrante
Dati del carbone aberrante 1210-475 av. J.-C. (≈ 843 av. J.-C.)
Errore tecnico presunto
1949
Alla scoperta del sito
Alla scoperta del sito 1949 (≈ 1949)
Di Dr. J.B. Glotin
1961
Monumento storico
Monumento storico 1961 (≈ 1961)
Decreto del 29 settembre
1961-1962
Ricerca e restauro
Ricerca e restauro 1961-1962 (≈ 1962)
Grande campagna archeologica
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Dolmen (causa A 161): classificazione per decreto del 29 settembre 1961
Dati chiave
Docteur J.-B. Glotin - Scoperta del dolmen
Identificato il sito nel 1949
Michel Gruet - Archeologo e autore
Studiato il sito (pubblicazione 1972)
Origine e storia
Il Dolmen du Champ-du-Ruisseau, scoperto nel 1949 dal Dr. J.-B. Glotin, è una navata coperta dal tipo Armo Ricano datato neolitico. Situato vicino al fiume Auxence, è lungo circa 7 metri ed è orientato est/ovest. Le sue 19 lastre provengono dalle sabbie locali e dal budino Ingrandes, trasportate dai depositi nelle vicinanze. L'edificio, parzialmente restaurato tra il 1961 e il 1962, rivela un'architettura complessa: una camera anticamera, sepolcrale, polisher integrata con una lastra, e tumulo circondato da un peristalio ovale. Sono state identificate tracce di riuso gallo-romano.
Gli scavi archeologici hanno rivelato una varietà di oggetti: strumenti flint (gratters, nucleous, piercing), teasse di ceramica campaniforme, e strati stratigrafici risalenti al Medioevo e ai tempi moderni. Una datazione a 14-carbonio di carbone, tra il 1210 e il 475 a.C., appare fuori data rispetto al materiale neolitico scoperto, suggerendo un errore tecnico. Il sito, classificato come Monumento Storico nel 1961, presenta analogie con altri vicoli coperti Breton, come Men-ar-Rumpet a Kerbors.
La passerella coperta fu inizialmente coperta da un cairn in fotanite e terra, parzialmente smantellato in tempi moderni per il lavoro locale. Il suo ingresso, sbarrato da una soglia prismatica, portò ad un antecamera separata dalla camera funebre da una partizione di fragili lastre, ormai scomparse. Il terreno pavimentato e le strutture interne (a forma di U in phtanite, foro di palo) sollevano domande circa i suoi usi rituali o pratici. Il sito illustra le competenze neolitiche nella costruzione megalitica e nella gestione delle risorse locali.
Il restauro degli anni '60 contribuì a stabilizzare la struttura, anche se alcune lastre, troppo fragili, non potevano essere sostituite. Il polisher integrato con un tavolo di copertura, composto da scanalature e ciotole parallele, dimostra un possibile riutilizzo della pietra prima o dopo la costruzione del dolmen. Il recinto peristalito e la "camminata" di lastre piane che circondano il tumulo aggiungono alla singolarità del sito, riflettendo complesse pratiche funerarie e simboliche.
Il Dolmen du Champ-du-Ruisseau fa parte di una rete di megaliti di angioini e Armorici, condividendo caratteristiche architettoniche come la separazione camera/antechamber o l'uso di soglie di pietra. La sua ultima scoperta (1949) e la sua rapida classifica (1961) sottolineano la sua importanza per la comprensione delle società neolitiche locali. Gli studi pubblicati, in particolare nel Bollettino de la Société préhistorique française (1972), lo rendono un sito di riferimento per l'archeologia megalitica nella Francia occidentale.
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