Costruzione di dolmen Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Periodo di costruzione stimato.
XIXe siècle
Ricerca illegale
Ricerca illegale XIXe siècle (≈ 1865)
Danni causati da ricerche non autorizzate.
1976
Scavi archeologici
Scavi archeologici 1976 (≈ 1976)
Studio condotto da C. Gautrand-Moser.
11 septembre 1987
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 11 septembre 1987 (≈ 1987)
Protezione ufficiale dei dolmen e del tumulo.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il dolmen e il suo tumulo (causa B 172): classificazione per ordine dell'11 settembre 1987
Dati chiave
C. Gautrand-Moser - Archeologo
Scavi condotti nel 1976.
Origine e storia
Il Dolmen de la Tuile des Fées, noto anche come tomba delle Fées o dolmen de Pinols, è un monumento megalitico situato nel comune di Tailhac, nel dipartimento dell'Alta Loira. Dati del neolitico, è costituito da sei grandi lastre e due più piccole, con un tavolo di copertura crollato di circa 15 tonnellate. Questo dolmen, di tipo potenzialmente angelico, ha una camera quadrata di sepoltura delimitata da quattro orthostats, preceduta da un portico.
Classificato come monumenti storici per ordine dell'11 settembre 1987, il sito ha subito scavi clandestini nel XIX secolo. Nel 1976, uno scavo archeologico ufficiale è stato condotto da C. Gautrand-Moser. Il monumento, danneggiato, conserva tracce del suo uso funebre e la sua importanza nel paesaggio megalitico locale.
Secondo una leggenda locale, il dolmen è stato costruito da una fata per proteggere il tempo mantenendo le sue pecore. Un foro visibile in una delle lastre sarebbe il risultato della sua quaglia, usata per spun lana. Questa tradizione orale illustra l'attaccamento delle comunità locali a questo misterioso sito, unendo storia e folklore.
I dolmen sono menzionati in diverse opere archeologiche, in particolare nel Repertorio preliminare ad un inventario dei monumenti megalitici di Auvergne (1977) e in studi locali come L-Almanach de Brioude (1924). Queste fonti sottolineano il suo ruolo nella comprensione delle pratiche funerarie neolitiche in Auvergne.
Oggi, i dolmen e il suo tumulo rimangono protetti, anche se la loro esatta posizione è considerata di scarsa precisione (livello 5/10). Il sito, anche se danneggiato, continua ad attrarre l'attenzione di archeologi e appassionati di patrimonio megalitico.