Crédit photo : Caroline Larboulette - Sous licence Creative Commons
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Timeline
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
100
200
300
400
…
2000
56 av. J.-C.
Guerra di Venere
Guerra di Venere 56 av. J.-C. (≈ 100 av. J.-C.)
La sconfitta navale contro Giulio Cesare.
276-282
Fuoco del dominio
Fuoco del dominio 276-282 (≈ 279)
Distruzione parziale e rioccupazione.
320
Ritiro finale
Ritiro finale 320 (≈ 320)
Fine dell'occupazione del sito.
12 mai 2010
Classificazione MH
Classificazione MH 12 mai 2010 (≈ 2010)
Protezione dei resti e del suolo.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
I resti e gli sviluppi associati della villa, così come il terreno della trama ZR 493 su cui si trovano: classificazione per ordine del 12 maggio 2010
Dati chiave
Jules César - Generale Romano
Vincitore della Venere nel 56 a.C.
Propriétaire anonyme - Dignitario romano
Attività marine di Breton controllate.
Origine e storia
La proprietà archeologica di Mané-Véchen, situata a Plouhinec (Morbihan, Bretagna), è una villa gallo-romana costruita tra la fine del II e l'inizio del IV secolo. Installato su uno sperone roccioso che domina l'estuario del fiume d'Etel, questo sito strategico è stato occupato per la prima volta nel Neolitico, come evidenziato dai megaliti circostanti. All'età del ferro, l'oppidum gallico del Veneto, la capitale del Veneto, si alzò nelle vicinanze, prima di essere schiacciato da Giulio Cesare nel 56 a.C. durante la guerra di Venezia, probabilmente nel Golfo di Morbihan o nella baia di Quiberon.
I Romani vi si stabilirono dal II secolo, trasformando il sito in un complesso marittimo atipico: piuttosto che una classica villa agricola, gli scavi (1970-2007) rivelano un palazzo marittimo di 1.200 m2 organizzato in U, con un cortile centrale, un bacino esagonale, e stanze riccamente decorate (freschi di Venere, stucchi mitologici). Il proprietario, un dignitario romano il cui nome appare su un'iscrizione nel museo della Bretagna, probabilmente gestito attività economiche legate al mare (sale, sale) e decisioni strategiche, come evidenziato dalle tracce dello sciopero monetario (21.000 pezzi scoperti vicino a un patio).
Il sito subì un incendio intorno al 276-282 e fu brevemente occupato da una popolazione con bouchage e attività militari (forni, ossa animali, armi), prima del suo abbandono permanente intorno al 320. Classificato monumento storico nel 2010, Mané-Véchen si distingue per le sue decorazioni interne, tra le più ricche di Gallia, e il suo ruolo ambiguo tra residenza aristocratica e centro economico costiero. Le visite, aperte dal 2007, permettono di scoprire in situ i resti e i mobili (vasi, fibuli, monete) esposti durante le Giornate del Patrimonio.
L'antico contesto spiega questo insediamento: dopo la vittoria di Cesare, i Romani romanzarono la regione di Vannes (Darioritum), installarono i veterani e svilupparono porti come Lorient o Étel. Mané-Véchen, con la sua torre quadrata (fanal o silo?) e le sue vicine terme (Carnac, Locmariaquer), illustra questo desiderio di controllare le risorse marine di Breton, tra il commercio e la sorveglianza militare. Il suo declino coincide con le invasioni barbariche del quarto e quinto secolo e il crollo delle strutture imperiali in Armorica.
Recenti scavi (2006) hanno ridisegnato la sua interpretazione: inizialmente percepita come una villa rurale, il suo piano U, le sue sale di accoglienza riscaldate, la sua biblioteca e la sua assenza di spazi agricoli suggeriscono una sede di impresa marittima, forse un'antica camera di commercio. Gli archeologi hanno identificato tracce di salison, sciopero monetario post-274, e oggetti legati alla ricreazione (pawn di gioco) o guerra (fibuli di guerra), riflettendo un'occupazione multiculturale prima del suo abbandono.
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