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Domaine de la Garenne à Liverdun en Meurthe-et-Moselle

Domaine de la Garenne


    54460 Liverdun
Proprietà di un'associazione
Crédit photo : THIEBLOL - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1897
Costruzione iniziale
1904
Ripreso da Weissenburger
1993
Nuova vocazione
25 février 1994
Prima protezione
18 septembre 1996
Protezione del parco
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

497 395, 397, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 395, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 495, 495

Dati chiave

Lucien Weissenburger - Architetto Diretto il lavoro del 1904
Eugène Vallin - Governatore I pannelli e i camini
Jacques Gruber - Vetro master Vetro colorato e mosaici
Charles-Auguste Masson - Sponsor iniziale Originale proprietario nel 1897

Origine e storia

Il Domaine de la Garenne è una casa costruita nel 1897 a Liverdun per Charles-Auguste Masson, rappresentante della borghesia industriale lorenese della fine del XIX secolo. Questo edificio incarna lo stile architettonico eclettico del tempo, combinando influenze classiche e innovazioni tecniche, tipiche delle residenze benefiche della regione.

Nel 1904, l'architetto Lucien Weissenburger, una figura importante dell'École de Nancy, acquistò il progetto e collaborò con l'armatore Eugène Vallin e il maestro vetraio Jacques Gruber per l'interior design. Il loro lavoro comune dà luogo a decorazioni notevoli, come i mosaici della sala da pranzo o vetrate colorate, caratteristica dell'Art Nouveau nancéien. Questi elementi, ancora oggi visibili, testimoniano l'integrazione delle arti nell'architettura domestica.

La tenuta è parzialmente classificata come monumento storico in due fasi: nel 1994 per le sue facciate, tetti e decorazioni interne (sala da pranzo, salotti a pannello, vetrate colorate), poi nel 1996 per il suo parco compreso un castello d'acqua, una serra e servizi paesaggistici. Queste protezioni evidenziano il valore del patrimonio di tutto, sia architettonico che paesaggistico.

Dal 1993, la tenuta ha ospitato un Centre d'Aide par le Travail (CAT), dando a questo luogo storico una nuova vocazione sociale. Questa riconversione illustra l'adattamento del patrimonio industriale e borghese del Grande Oriente ai bisogni contemporanei, preservandone l'integrità storica.

Gli elementi protetti includono anche camere specifiche come la sala conferenze al secondo piano o tutte le vetrate, realizzate da Jacques Gruber. Queste protezioni mirate evidenziano il ruolo chiave degli artigiani nella creazione di un patrimonio regionale distintivo, legato all'effervescenza artistica di Nancy alla fine del XX secolo.

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