Fondazione di piastrelle 1830 (≈ 1830)
Installazione di Jean Monsieur, prima piastrella.
1920
Meccanizzazione del sito
Meccanizzazione del sito 1920 (≈ 1920)
Arrivo di uno stampo barella e motore diesel.
1936
Ingegneria elettrica
Ingegneria elettrica 1936 (≈ 1936)
Sostituzione di motore diesel con elettricità.
1940-1945
Ruolo nella Resistenza
Ruolo nella Resistenza 1940-1945 (≈ 1943)
Centro di stoccaggio paracadute alleato.
1962
Chiusura finale
Chiusura finale 1962 (≈ 1962)
Fine della produzione dopo 132 anni.
2002
Apertura dell'Ecomuseo
Apertura dell'Ecomuseo 2002 (≈ 2002)
Inaugurazione del centro culturale e turistico.
2004
Heritage Ribbon Awards
Heritage Ribbon Awards 2004 (≈ 2004)
Premio per un restauro esemplare.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Jean Monsieur - Fondatore e primo tiler
Originariamente dal sud di Creuse.
Mélanie Monsieur et Alexandre Trigaud - Operatori di tuileria
Cambio di nome dopo il matrimonio (1900).
Origine e storia
Il museo Tuilerie de Pouligny, situato a Chéniers nel nord del Creuse (Nouveau-Aquitaine), perpetua la memoria di una posate fondata nel 1830 da Jean Monsieur, un lavoratore del sud del dipartimento. Questo sito industriale, attivo da più di un secolo, illustra l'evoluzione delle tecniche di fabbricazione di piastrelle e mattoni, dall'artigianato alla meccanizzazione progressiva nel XX secolo. La piastrella era anche un luogo di resistenza durante la seconda guerra mondiale e un simbolo dell'economia locale, prima della sua chiusura nel 1962.
Il sito è stato tutelato nel 1994 grazie all'impegno del Comune di Chéniers, sostenuto da istituzioni locali, regionali ed europee. Aperto al pubblico nel 2002 sotto forma di ecomuseo, il sito mette in mostra il know-how legato all'argilla, spesso oscurato dalla storia più pubblicizzata della porcellana limousine. Il progetto, realizzato da residenti di due cantoni Creus, ha lo scopo di preservare una memoria collettiva legata a tiler, muratori e vasellame, la cui attività risale all'era gallo-romana.
L'Ecomuseo si distingue per la fedele ricostruzione dei laboratori (forgia ricostruita nel 2007) e il suo approccio pedagogico, focalizzato sulle arti del fuoco e sulla trasmissione dei gesti ancestrali. Nel 2004 ha ricevuto il Premio Nazionale per il Patrimonio Rubans per la qualità del suo restauro. Oggi testimonia un patrimonio industriale rurale, segnato dalla migrazione interna (masoni diuresi) e dalla graduale scomparsa dei commerci della terra a metà del XX secolo.
Il sito fa parte di una più ampia dinamica di valutazione dei mestieri di Limousin dimenticati, dove l'utilità ceramica – piastrelle, mattoni, ceramiche – ha svolto un ruolo economico importante prima di diminuire negli anni '70. L'Ecomuseo riempie così un vuoto storico ripristinando la visibilità a questi artigiani, le cui produzioni hanno plasmato il paesaggio costruito locale per secoli, dall'antichità all'epoca moderna.