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Chiesa à Asté dans les Hautes-Pyrénées

Hautes-Pyrénées

Chiesa

    16 Rue de l'Église
    65200 Asté
Eglise
Eglise
Eglise
Eglise
Eglise
Eglise
Crédit photo : Bollystolly - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1552
Inizio pellegrinaggi
1588
Apparizioni Mariane
1616
Arrivo dei Cappuccini
1778
Morte di Ambrose de Lombez
1791
Chiusura rivoluzionaria
1948
Scoperta delle grotte
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa (Box B 746): registrazione con decreto del 16 febbraio 1989

Dati chiave

Liloye - Bergerius e visionario Testimonianza delle apparizioni mariana nel 1588.
Suzanne de Gramont - Visconte di Asté Fondato il convento dei Cappuccini nel 1616.
Tommaso Orsolino - Scultore genovese Autore della statua in marmo di Carrara.
Ambroise de Lombez - Capuchin monaco Vive 15 anni al santuario, morì nel 1778.
Jean II Ferrère - Scultore locale Autore dell'altare dopo il fuoco del 1754.
Norbert Casteret - Speleologo Scoperto le grotte nel 1948.

Origine e storia

La chiesa di Notre-Dame de Médoux, situata ad Asté nell'Altare-Pyrénées, è un ex santuario mariano legato a due apparizioni della Vergine nel 1588 ad una pastoressa di nome Lilioye. Queste apparizioni, che si sono verificate durante un'epidemia di peste, innescano pellegrinaggi annuali e la costruzione di una cappella, che divenne un luogo importante di devozione fino alla Rivoluzione. Il sito, combinato con una sorgente e un castagno, simboleggiava la protezione divina dalle piaghe (pasto, grandine, inondazioni).

Nel 1616 i Cappuccini presero il comando della cappella grazie a Suzanne de Gramont, Visconte di Asté, che vi fondò un convento. La cappella è stata restaurata con una statua in marmo di Carrara (1,70 m), donata dalla famiglia Gramont e scolpita da Tommaso Orsolino, sostituendo una statuetta in legno miracolosa. Ambrose de Lombez, un cappuccino noto per la sua santità, visse 15 anni prima della sua morte nel 1778. La rivoluzione disperse i religiosi nel 1791, e la statua fu trasferita nella chiesa parrocchiale di Asté.

Il santuario fu anche legato a leggende, come quella della statua miracolosamente ritornata a Médoux dopo un tentativo di fuga da parte degli abitanti di Bagneres-de-Bigorre nel 1562. I pellegrinaggi, motivati da guarigioni e miracoli, cessarono con la Rivoluzione. L'attuale mobilio, tra cui la pala d'altare di Giovanni II Ferrère (dynasty di scultori locali), risale al XVIII secolo, dopo un incendio nel 1754. Le grotte adiacenti, riscoperte nel 1948 da Norbert Casteret, aggiungono una dimensione geologica al sito.

L'etimologia di Médoux rimane dibattuta: alcuni la vedono come riferimento al miele (Mellis Dulcis), altri alla dolcezza della Vergine. Il sito, ora integrato con la chiesa parrocchiale di Asté, conserva elementi architettonici notevoli, come la porta meridionale in marmo rosso e verde di Campan (1775), testimonianza dell'arte locale del XVII-XV secolo.

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