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Chiesa di Nostra Signora di Blanquefort-sur-Briolance dans le Lot-et-Garonne

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Eglise romane
Lot-et-Garonne

Chiesa di Nostra Signora di Blanquefort-sur-Briolance

    D240
    47500 Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Église Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance
Crédit photo : Jacques MOSSOT - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1600
1700
1800
1900
2000
1142
Primo ingresso scritto
Début XIIe siècle
Costruzione iniziale
XVIe siècle
Aggiunta della cappella meridionale
XVIIe siècle
Trasformazione del campanile
XIXe siècle
Vaults e sacrestia
1925
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa di Notre Dame: iscrizione per decreto del 30 dicembre 1925

Dati chiave

Raymond-Bernard du Fossat - Vescovo di Agen Firma la carta 1142 che menziona la chiesa.

Origine e storia

La chiesa di Notre-Dame de Blanquefort-sur-Briolance, situata nel dipartimento Lot-et-Garonne di Nouvelle-Aquitaine, è un edificio romanico del XII secolo. Originariamente apparteneva ad un priorato dipendente dall'Abbazia di La Sauve-Majeure, come testimonia una Carta del 1142 firmata dal vescovo di Agen Raymond-Bernard di Fossat. Questo documento conferma la sua esistenza dall'inizio del XII secolo sotto il nome del dicclesiam di Milac. La chiesa, allora semplice priora, ha svolto un ruolo centrale nella vita religiosa locale, in particolare attraverso la percezione delle decime nei secoli XVI e XVII.

L'architettura della chiesa riflette diversi periodi di costruzione e modifica. La nave unica, completata da un'abside in un emiciclo arco cul-de-four, risale al XII secolo. L'arco trionfale, impreziosito da capitelli intagliati (mele, volute, colombe che condividono un calice), sostiene un originale campanile arcade, trasformato nel XVII secolo in una torre quadrata aggiungendo tre pareti. La navata, originariamente lambrissed, era dotata di volte in mattoni nel XIX secolo, mentre la cappella meridionale e la sacrestia furono aggiunte rispettivamente nel XVI e XIX secolo.

La chiesa di Notre Dame è stata elencata nell'inventario dei monumenti storici nel 1925, riconoscendo il suo valore di patrimonio. Tra le sue peculiarità si annoverano le nicchie enigmatiche integrate con i prominenti piedriti dell'arco trionfale, la cui funzione rimane indeterminata, così come una finestra meridionale del comodino con riamping gotico, risalente al XIV e XV secolo. Questi elementi illustrano l'evoluzione stilistica e funzionale dell'edificio nel corso dei secoli, pur mantenendo tracce della sua origine romanica.

Il priorato di Milhac, da cui dipendeva la chiesa, era legato all'abbazia benedettina di La Sauve-Majeure, fondata nell'XI secolo vicino a Bordeaux. Questa dipendenza spiega in parte l'influenza architettonica e liturgica osservabile nell'edificio, come gli altari laterali che ricordano quelli della chiesa di San Juan de Duero in Castiglia. La gestione delle decime da parte dei precedenti nel XVI e XVII secolo sottolinea anche la sua importanza economica per le parrocchie circostanti, in particolare Blanquefort e Veyrines.

All'esterno, l'abside ha una cornice con metopi forati, caratteristica dell'arte romanica regionale. L'altare in pietra, contemporaneo della costruzione iniziale, e l'assenza di un tabernacolo rafforzano il carattere sobrio e antico dell'edificio. Le successive trasformazioni — la cappella meridionale, la sala sopra il coro, le volte moderne — testimoniano gli adattamenti alle esigenze liturgiche e comunitarie, preservando al contempo l'originale struttura romanica.

Collegamenti esterni