Primo certificato 1175 (≈ 1175)
Documentazione della chiesa
1257
Erezione in Parrocchia
Erezione in Parrocchia 1257 (≈ 1257)
Diventare una chiesa parrocchiale ufficiale
1944
Grande distruzione
Grande distruzione 1944 (≈ 1944)
Dannato durante la guerra
14 mai 1962
Classificazione MH
Classificazione MH 14 mai 1962 (≈ 1962)
Protezione per monumenti storici
1971
Ricostruzione del campanile
Ricostruzione del campanile 1971 (≈ 1971)
Moderna ristrutturazione del campanile
1980
Riapertura al pubblico
Riapertura al pubblico 1980 (≈ 1980)
Dopo il restauro del dopoguerra
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa di Notre Dame (Box D 4680): Ordine del 14 maggio 1962
Dati chiave
Denis Tchorek - Porta organi
Capo dell'attuale organo Muhleisen
Origine e storia
La chiesa della Madonna di Douai, attestata già nel 1175, fu eretta come parrocchia nel 1257. Costruito su una cappella del XII secolo, fu trasformato tra il XIII e il XV secolo, poi gravemente danneggiato nel 1944 prima di essere restaurato e riaperto nel 1980. Il suo stile gotico primitivo e il suo ruolo centrale nella storia locale (confraternite, università, processioni) lo rendono un simbolo di Douai.
La navata, in arenaria e mattoni (fine XII), è coperta da una volta in legno del XV secolo, mentre il coro (XVIe) e il transetto (XVe) ospitano moderne vetrate. Il campanile, ricostruito nel 1971, domina un interno segnato da una lapide del XIII secolo e affreschi frammentari. Una peculiarità architettonica: il coro, deliberatamente irrigato, evoca l'imperfezione umana di fronte alla perfezione divina.
Ranked un monumento storico nel 1962, la chiesa ospita un grande organo Muhleisen (2 tastiere, 29 giochi) installato dal disegno di legge di Strasburgo. Il suo attuale proprietario, Denis Tchorek, continua una tradizione musicale legata a questo luogo di culto e patrimonio, ancora di proprietà del comune di Douai.
L'edificio, sostenuto dai vecchi bastioni, incarna gli sconvolgimenti della città, dalle confraternite medievali alle distruzioni del 1944. Il suo restauro postbellico e la sua apertura nel 1980 sottolineano la sua resilienza, mentre le sue vetrate contemporanee (Schreiter, Hermet, Gaudin) dialogano con la sua storia millenaria.
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