Origine e storia
La chiesa Notre-Dame-de-la-Nativity di Saverne, situata nel Basso Reno, è un complesso edificio la cui costruzione va dal XII al XVI secolo. Originariamente una chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo e Sant'Ulrich, fu innalzata al rango di collegiata nel 1485 sotto il nome della Natività della Vergine, prima di perdere questo status alla Rivoluzione francese. La sua architettura si caratterizza per elementi romanici, come il campanile-porch del XII secolo e il gotico, con un coro del XIV secolo e una navata ridisegnata nel XV e XVI secolo. L'edificio ospita anche importanti annessi, tra cui una cripta ossuaria sormontata da una cappella Saint-Michel e una galleria rinascimentale trasformata in sacrestia.
La prima menzione scritta della chiesa risale al 1285, sebbene gli indizi architettonici suggeriscano un'origine intorno alla metà del XII secolo, legata all'affermazione della dominazione episcopale di Strasburgo su Saverne. Nel XIV secolo, una prima campagna gotica trasformò il coro e alzò la navata, mentre una seconda campagna, alla fine del XV secolo, aggiunse una garanzia settentrionale e una cappella dedicata alla Vergine, ospitando la tomba del vescovo Alberto di Baviera. Quest'ultimo, la figura chiave delle trasformazioni, controlla anche la volta della navata e della jube. La Galleria rinascimentale, costruita nel 1539 per il vescovo Guglielmo di Honstein, collega l'ossuario alla cappella di San Michele e ospita una biblioteca al piano superiore.
La chiesa, classificata come monumento storico nel 1977, ha subito importanti cambiamenti nel corso dei secoli, tra cui la distruzione della sua freccia gotica nel 1760 e degradazioni rivoluzionarie, come il saccheggio delle tombe episcopali. Nel XIX secolo, controversi restauri, tra cui la demolizione delle modifiche Ritterstube e neogotico, ne alterarono l'aspetto. Nonostante queste trasformazioni, l'edificio conserva elementi notevoli, come finestre vetrate, sculture attribuite a Nicolas de Haguenau, e mobili liturgici classificati, tra cui una sedia di Hans Hammer (1495) e font battesimali di Hans Faber (1615).
Il campanile, simbolo della chiesa, illustra le sovrapposizioni stilistiche: i suoi primi tre livelli, romanico, risalgono al XII secolo, mentre i piani superiori, ridisegnati nel XIV e XV secolo, incorporano elementi gotici come baie trilobate. Il coro, a volte tra il 1420 e il 1440, presenta poi dei piedi aggiunti e delle chiavi blindate, riflettendo le successive protezioni episcopali. La navata, d'altra parte, combina vestigia romaniche ( parete sud) con una volta reticata del XV secolo, sostenuta da pilastri ingegnosamente progettati per evitare di aumentare la struttura.
Gli annessi della chiesa, come l'ossario del XIV secolo e la cappella di San Michele (1456), rivelano i funerali e gli usi religiosi evolutivi. La cappella, originariamente visibile dal cimitero parrocchiale, fu sepolta sotto la galleria rinascimentale, mentre la cappella, dedicata a San Michele, ospitava un museo dal 1858 al 1969. La galleria stessa, costruita da Blaise Zingg nel 1539-1541, combina funzioni pratiche (circolo, biblioteca) e decorazioni intagliate, con capitelli corinzio e armi episcopali.
La vita culturale della chiesa riflette la sua importanza regionale. Nel Medioevo accolse diverse confraternite (Santa Trinità, San Sebastiano) e divenne un centro della Controriforma, con sermoni di figure come Pietro Canisius. Dopo la Rivoluzione, nonostante la dissoluzione delle fraternità e la conversione temporanea in un tempio della Ragione, tornò al suo ruolo parrocchiale nel 1799. I restauri del XX secolo, specialmente quelli del 1969-1973, mirarono a restaurare il suo aspetto medievale, in particolare rimuovendo i mobili neogotici aggiunti dopo il 1870.
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