Primo dolmen certificato 1065 (≈ 1065)
Un sito pagano menzionato in un documento del XIII secolo
1240
Regalo all'Abbazia di Moissac
Regalo all'Abbazia di Moissac 1240 (≈ 1240)
Integrazione con i beni monastici
1877-1879
Ricostruzione totale
Ricostruzione totale 1877-1879 (≈ 1878)
Lavoro di Gabriel Brefeil, stile Romano-Byzantin
1891
Frescoes di Louis Cazottes
Frescoes di Louis Cazottes 1891 (≈ 1891)
*Assunzione della Vergine nell'abside
25 février 1992
Registrazione monumento storico
Registrazione monumento storico 25 février 1992 (≈ 1992)
Protezione degli edifici
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa di Lapeyrouse (Box BW 107): iscrizione per ordine del 25 febbraio 1992
Dati chiave
Gabriel Bréfeil - Architetto
Ricostruttore della chiesa (1877-1879)
Louis Cazottes - Pittore
Autore degli affreschi del 1891
Origine e storia
La Chiesa di Notre-Dame de Lapeyrouse, situata a Lafrançaise a Tarn-et-Garonne, è un edificio religioso in stile romano-bizantino eretto tra il 1877 e il 1879. Si trova su un promontorio che domina la valle di Lemboulas, 1,5 km a nord-ovest del villaggio. Questo sito, una volta occupato da un dolmen attestato nel 1065, divenne un luogo di culto cristiano menzionato nei documenti del XIII secolo. Nel 1240 la chiesa fu ceduta all'abbazia di Moissac, da cui dipendeva da secoli. La ricostruzione totale nel XIX secolo, guidata dall'architetto di Tolosa Gabriel Bréfeil, gli diede l'aspetto attuale, segnato da una cupola distintiva.
Il monumento conserva una forte vocazione spirituale, che ospita ogni anno un pellegrinaggio il lunedì di Pentecoste. Il suo interno ospita notevoli affreschi, tra cui L'Assomption de la Vierge dipinta nel 1891 da Louis Cazottes, che adorna l'abside e il coro. La chiesa è stata inscritta nei monumenti storici con decreto del 25 febbraio 1992, proteggendo così il suo patrimonio architettonico e artistico, tra cui una statua della Vergine con il Bambino di riferimento nella base di Palissy.
Il nome Lapeyrouse deriva dall'occitano peirosa ("pietra") o Petra alta ("top rock"), riflettendo la topografia del sito. Questo luogo, sia geologicamente che storicamente segnato, illustra la continuità tra culti precristiani, epoca medievale e rivitalizzazione religiosa del XIX secolo. L'edificio, di proprietà del comune, rimane oggi un simbolo del patrimonio locale e una testimonianza di architettura neo-bizantina in Occitania.
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