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Chiesa di Nostra Signora di Redon-Espic en Dordogne

Chiesa di Nostra Signora di Redon-Espic

    103 Impasse de Luziers Nord
    24220 Castels et Bézenac
Mairie de Castels

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1700
1800
1900
2000
XIIe siècle (dernier quart)
Fondazione del Priorato e della Chiesa
1327
Primo documento attestante il priorato
1722
Stato di rovina segnalato
2 décembre 1999
Classificazione monumento storico
2007 et 2017
Grandi restauri
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Raymond d'Apremont de Roquecorne - Primo Vescovo di Sarlat Unite il priorato alla cattedrale.
Marie de Beynac - Donna religiosa ipotetica a Fontevrault Fondazione assegnata senza prove d'archivio.
Antoine Saintclar - Decano di Sarlat e Priore nel 1722 Segnala la rovina del priorato.
Antoine ou Jean-Baptiste Chabanne - Titolare del sito in 1814 Utilizzare la chiesa come un gregge.

Origine e storia

La chiesa Nostra Signora di Redon-Espic è stata originariamente integrata in un priorato benedettino fondato nel XII secolo, come confermato dagli scavi archeologici del 2006. La sua architettura, segnata da un lato illuminato di una tripletta, diede origine a ipotesi su una possibile origine granmontana o una fondazione da parte delle suore. Anche se gli archivi mancano precisamente fino ad oggi la sua creazione, documenti successivi, come quelli del vescovo di Sarlat nel 1327, attestano il suo attaccamento a questa istituzione dopo l'istituzione del vescovo. Il priorato, detto come rovinato nel 1722, fuggì dalle vendite rivoluzionarie e divenne proprietà comunitaria nel XIX secolo, anche servendo come ovina prima di essere restaurato nel 2007 e nel 2017.

La storia del priorato rimane in parte enigmatica: nessuna traccia conferma la fondazione di Marie de Beynac, una religiosa a Fontevrault, anche se le fonti del XVI secolo evocate. Il primo vescovo di Sarlat, Raymond d'Apremont de Roquecorne, unì il priorato con l'ufficio di claustral prima della sua cattedrale, segnando la sua duratura integrazione con le strutture ecclesiastiche locali. Gli archivi rivelano anche il suo graduale declino: nel 1814, il sito appartiene alla famiglia Chabanne, e la chiesa, una proprietà comunitaria, è utilizzata come deposito. Classificato un monumento storico nel 1999, ora illustra il patrimonio medievale e benedettino del Périgord.

A livello architettonico, la chiesa si distingue per la sua navata unica e la sua copertura lauze, caratteristiche immutate dal XII secolo. La tripletta del comodino, raro nella regione, rafforza l'ipotesi di un'influenza granmontana, nota per i suoi edifici sobri e luminosi. Recenti restauri hanno conservato questa testimonianza di arte romanica perigordina, rivelando resti del priorato originale, ora protetto. Il suo isolamento geografico, su una strada rurale che porta al D25, ha indubbiamente contribuito alla sua conservazione relativa, nonostante i secoli di abbandono.

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