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Chiesa di Notre-Dame-des-Roses de Grisy-Suisnes en Seine-et-Marne

Seine-et-Marne

Chiesa di Notre-Dame-des-Roses de Grisy-Suisnes

    1 Rue de la Légalité
    77166 Grisy-Suisnes

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1893
Demolizione del campanile
1910
Demolizione della vecchia chiesa
1964-1966
Costruzione della chiesa attuale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Maurice Barrès - Scrittore Partecipa alla campagna contro la demolizione.
Pierre Cochet - Rosierist Proprietario della trama della cappella.
Père Jean Fabing - Iniziatore del progetto Supervisione costruzione negli anni '60.
Antoine Korady - Architetto Progetta la chiesa e il suo cazzo in ferro battuto.
Jacques Loire - Vetreria artigianale Autore della chiesa vetrate.
Maurice Levasseur (père et fils) - Forgerazioni Realizzare il cazzo della freccia.

Origine e storia

La chiesa di Notre-Dame-des-Roses sostituisce una vecchia chiesa del XII secolo dedicata a Saint Médard, il cui campanile fu demolito nel 1893 per la vecchiaia. Al suo posto fu eretto un campanile comunale, mentre la chiesa, condannata, fu infine rasa nel 1910 nonostante le proteste, comprese quelle dello scrittore Maurice Barrès. I mobili, tra cui una statua del XV secolo e la campana, furono dispersi o distrutti durante la sua brutale dismissione.

La cappella di Notre-Dame-des-Roses, costruita su un appezzamento offerto dal naturalista Pierre Cochet, ha preceduto l'attuale chiesa. Fu costruita tra il 1964 e il 1966 sotto l'impulso di padre Jean Fabing, integrando un centro congressi con anfiteatro. La sua architettura, firmata da Antoine Korady, unisce simboli cristiani (barque de Pierre, pesce) e struttura innovativa: pareti in cemento, tetto in legno e volte in paraboliche iperboliche che evocano petali di rosa.

Gli elementi artistici segnano l'edificio: vetro colorato di Jacques Loire, sculture di Louis Leygue e Maurice Calka, e un gallo in ferro battuto, disegnato da Korady e diretto da Maurice Levasseur padre e figlio. Il piano a forma di pesce e la freccia che rappresentano lo stelo di una rosa invertita sottolineano la dimensione simbolica del luogo, mescolando modernità e spiritualità.

Il sito, originariamente religioso, aveva anche spazi polivalenti negli anni '60, riflettendo un adattamento alle esigenze della comunità del tempo. L'inaugurazione nel 1966 ha segnato il culmine di un progetto che unisce innovazione architettonica e patrimonio spirituale, in un contesto di ricostruzione post-demolizione.

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