Prima menzione della parrocchia 1163 (≈ 1163)
Bolla papale di Alessandro III per l'Abbazia di Canigou.
1196
Certificazione della firma
Certificazione della firma 1196 (≈ 1196)
Prima menzione di Sant'Andrea come patrono.
1217
Collegamento a Corneilla
Collegamento a Corneilla 1217 (≈ 1217)
Donazione a Santa Maria Priora di Corneilla-de-Conflent.
fin XIIe - début XIIIe siècle
Costruzione del portale
Costruzione del portale fin XIIe - début XIIIe siècle (≈ 1325)
Incontri con l'analisi architettonica.
années 1970
Restauro dell'edificio
Restauro dell'edificio années 1970 (≈ 1970)
Sostituzione della volta con una cornice.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Pape Alexandre III - Sommo Pontefice
Penna Belloc in una bolla del 1163.
Lluís Basseda - Storico e Toponimo
Descrive la chiesa come "metà rovinata" (1970).
Origine e storia
La chiesa Saint-André de Belloc, conosciuta anche come Cappella Saint-André, è un edificio in stile romanico situato in una zona isolata dei Pirenei-Orientales, sul versante sud-est del Massiccio Madrès. Il suo nome catalano Sant Andreu de Bell-lloc ("luogo bello") riflette la sua posizione pittoresca a 897 metri sul livello del mare, con vista sulla valle di Tet. Costruita probabilmente nel XII secolo, era la chiesa parrocchiale del villaggio di Belloc, ora estinta, prima di essere attaccata alla diocesi di Perpignan-Elne. La sua architettura sobria, con una navata unica e un'abside rettangolare, illustra l'evoluzione del preroman locale verso il romanzo.
La prima menzione scritta della parrocchia (parrochia de Belloloco) risale al 1163, in una bolla di Papa Alessandro III che elenca i possedimenti dell'Abbazia di San Martino di Canigou. Nel 1196 fu attestata la dedizione a Sant'Andrea, e nel 1217 Belloc fu dato al priorato di Santa Maria di Corneilla-de-Conflent, da cui dipendeva fino alla Rivoluzione. L'attuale portale, risalente alla fine del XII o all'inizio del XIII secolo, suggerisce una costruzione o una ricostruzione in quel momento. L'edificio, descritto come "mezza rovinata" negli anni '70, è stato restaurato: la sua volta originale è stata sostituita da una struttura lauze-coperta.
L'architettura di Saint-André si distingue per la sua semplicità: un piano rettangolare unificato (nave e abside allineato), una parete campanaria con due baie, e una porta a sud con un lintel sobrio, decorata con clavicembali policromi ( arenaria rossa, marmo rosa e bianco). Queste caratteristiche indicano una rottura con il preroman Roussillonian, dove l'abside è stato spesso sollevato o separato. Il sito, accessibile da un sentiero da Conat o da un sentiero per escursioni attraverso Fort Liberia, testimonia l'occupazione medievale delle altezze di Conflent, ora abbandonate.
Il toponimo Belloc (città Bello Locho nel 1163) deriva dal catalano Bell-lloc ("luogo bello"), frequente in Catalogna. La chiesa, originariamente dedicata a Sant Andreu in catalano, ha mantenuto la sua parola dopo la franchizzazione. Il suo attuale isolamento contrasta con il suo ruolo passato come centro spirituale per una comunità rurale, scomparso dopo l'abbandono del villaggio. I materiali locali, come il marmo Griotte dei Pirenei-Orientali, sottolineano il suo ancoraggio geografico e storico.
Ranked tra le chiese romaniche dei Pirenei-Orientales, Saint-André de Belloc è un modesto ma rappresentativo esempio di arte romanica catalana. Il suo restauro ha conservato un patrimonio legato alla storia medievale del Conflento, tra l'influenza monastica (Canigou, Corneilla) e l'occupazione degli altipiani. Il sito offre ora un punto di partenza per escursioni in altri edifici romanici, come la chiesa di Saint-Étienne de Campilles.
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