Costruzione iniziale XIIe siècle (≈ 1250)
Originale edificio romanico e fondato priorato.
XVIe siècle
Grandi ristrutturazioni
Grandi ristrutturazioni XVIe siècle (≈ 1650)
Aggiungere lato sud e cappella signeuriale.
6 juillet 1936
Classificazione MH
Classificazione MH 6 juillet 1936 (≈ 1936)
Protezione per monumenti storici.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa: con decreto del 6 luglio 1936
Dati chiave
Catherine du Lin - Nobile signora
Fu sepolta nella chiesa, moglie di Oddon de Béon.
Bertrand de Béon - Signore di La Cassagne
Fondata una cappella nel XVI secolo.
Oddon de Béon - Signore locale
Marito di Catherine du Lin, legato al priorato.
Origine e storia
La chiesa di Saint-Barthélemy de La Cassagne, situata nel dipartimento di Dordogne a Nouvelle-Aquitaine, è una chiesa cattolica romana costruita nel XII secolo. Faceva parte di un priorato attaccato all'abbazia di Saint-Amand-de-Coly, che dimostra la sua importanza nella rete monastica medievale della regione. La sua architettura iniziale è stata parzialmente conservata, tra cui il lato letto, la parete a discesa nord e parte della parete sud.
Nel XVI secolo, la chiesa subì importanti cambiamenti e ampliamenti, riflettendo i cambiamenti architettonici e le necessità liturgiche del tempo. Bertrand de Béon, signore locale, fondò una cappella lì, mentre un lato sud fu aggiunto. Tre portici sono stati perforati nella parete a goccia sud per collegare questo lato alla navata, che è stato a volte con volte a cresta. Queste trasformazioni segnarono la transizione tra originale stile romanico e influenze rinascimentali.
La chiesa conserva anche tracce della sua storia signorile: Caterina du Lin, moglie di Oddon de Béon, è sepolta lì, evidenziando il legame stretto tra questa nobile famiglia e il monumento. Classificata come monumenti storici il 6 luglio 1936, la chiesa illustra oggi sia il patrimonio medievale che gli adattamenti architettonici del periodo moderno.
Gli edifici adiacenti, anche se parzialmente scomparsi, ricordano che questo sito era originariamente un priorato, un centro di vita religiosa ed economica per la comunità locale. Fonti storiche, come le opere di Alain Blondin, confermano il suo attaccamento all'Abbazia di Sarlat, rafforzandone il ruolo nel paesaggio monastico del Périgord Noir.
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