Costruzione iniziale XIe-XIIe siècles (≈ 1250)
Edificazione del campanile romanico e antico coro.
1298
Fuoco del Conte di Ferrette
Fuoco del Conte di Ferrette 1298 (≈ 1298)
Distruzioni parziali che richiedono il restauro.
1822-1824
Ricostruzione di Pétin
Ricostruzione di Pétin 1822-1824 (≈ 1823)
Nave nuova e coro croce aggiunto.
1973-1975
Restauro importante
Restauro importante 1973-1975 (≈ 1974)
Lavorare prima di elencare monumenti storici.
12 mai 1976
Registrazione monumento storico
Registrazione monumento storico 12 mai 1976 (≈ 1976)
Protezione del campanile e del vecchio coro.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Clocher ed ex coro (act sacristie) (causa D 219): iscrizione per ordine del 12 maggio 1976
Dati chiave
Comte de Ferrette - Agente di fuoco
Causata distruzione parziale nel 1298.
Louis (?) Pétin - Architetto del XIX secolo
Nave ricostruita e coro nel 1822-1824.
Origine e storia
La chiesa di Santo Stefano di Osenbach, situata nell'Alto Reno nella regione del Grand Est, è un edificio religioso le cui origini risalgono all'XI e al XII secolo. Il suo campanile romanico, tipico dell'architettura alsaziana del tempo, e la sua sacrestia (coro vecchio) sono costruiti in campane in gres, con catene irregolari striate dai chevrons. Questo campanile, trafitto da baie a doppia forma e decorato con colonne, ha somiglianze con quelle di Soultzmatt, Hattstatt o Gundolsheim, risalenti ai primi decenni del XII secolo. La chiesa fu parzialmente ricostruita dopo un incendio nel 1298, attribuito al conte di Ferrette.
Nel 1822 l'architetto Pétin (incerto nome) intraprese una grande trasformazione: la navata originale e il coro furono sostituiti da una nuova navata e da un coro trasversale, pur mantenendo il campanile medievale e il vecchio coro, trasformato in sacrestia. Quest'ultimo, a volte con creste e dotato di un arco trionfale in piena rabbia con impostori scolpiti, illustra lo stile romanico alsaziano. Il lavoro, completato nel 1824, ha incorporato i segni di attività e vecchi lavori in pietra. Tra il 1973 e il 1975 si è svolto un accurato restauro, prima della sua iscrizione nei monumenti storici nel 1976.
L'edificio combina così elementi medievali — come le baie del campanile o l'arco trionfale scolpito di palmette — con aggiunte del XIX secolo, come l'attuale navata o il lato semicircolare. La porta ovest del campanile, con un frontone del XVIII secolo (?), e le colonne poste all'interno testimoniano i successivi sviluppi architettonici. La sacrestia, installata nel vecchio coro, conserva un terreno rialzato in parte mascherando il suo arco trionfale originale. La chiesa, proprietà comunale, rimane un notevole esempio del patrimonio romanico alsaziano, segnato da successivi restauri e adattamenti.
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