Classificazione MH 8 juillet 1911 (≈ 1911)
Protezione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa: con decreto dell'8 luglio 1911
Dati chiave
Jean-Auguste Brutails - Storia e Archivista
Rapporti abbandono nel 1896
Noël Bailbé - Specialista in Roussillon
Ha analizzato il suo campanile
Géraldine Mallet - Storia dell'arte
Studiate chiese romaniche dimenticate
Origine e storia
La chiesa di Saint-Étienne de Sahorre è una chiesa cattolica romana situata nei Pirenei-Orientales, affacciata sul villaggio a 100 metri a ovest. Costruito nel XII secolo o all'inizio del XIII secolo, sostituisce un edificio più antico. Il suo campanile, aggiunto in seguito, fu modificato nel XVIII secolo per servire come struttura difensiva, con baie parzialmente riempite. L'edificio, abbandonato nel 1896 secondo Jean-Auguste Brutails, mantenne il suo carillon nonostante il crollo delle sue volte.
Raggiunto un monumento storico nel 1911, la chiesa presenta un tipico piano romanico: una navata rettangolare di 16.45 m di lunghezza estesa da un'abside semicircolare, affiancata da due apsidioli laterali invisibili dall'esterno. La sua architettura ricorda la chiesa di San Giovanni di Conat e la collegiata di Corneilla-de-Conflent. La navata, rivolta verso ovest-est, è illuminata da finestre a sud, est e ovest, con un cancello meridionale che protegge i venti di tramontane.
Il campanile quadrato alto 19 metri si distingue per i suoi tre piani con vari materiali: pietra martellata per la struttura, macerie e lapide per la rifilatura, granito per angoli e decorazioni. Il piano inferiore, a volta e accessibile dalla navata, conduce ai livelli superiori da un portello. Le baie geminiate dei piani superiori, al centro della rabbia o in un arco rotto, sono sormontate da capitali non intagliati. Il tetto ardesia piramidale, raro per la regione all'epoca, corona tutto.
L'ornamento scolpito si concentra sull'abside, con archi esterni in marmo bianco sormontato da un fregio in dente di sega. Una finestra centrale, incorniciata da quattro colonne di marmo con capitelli scolpiti con motivi vegetali e animali, illustra il know-how degli artigiani romanici. Materiali locali, come il granito, dominano la costruzione, riflettendo le risorse disponibili nel Conflitto.
Fonti storiche, tra cui l'opera di Noël Bailbé e Géraldine Mallet, evidenziano le somiglianze architettoniche tra Saint-Étienne e altre chiese romaniche a Roussillon. Il campanile, descritto come "povero in decorazione ma ben costruito", testimonia l'adattamento delle forme romaniche alle esigenze difensive, caratteristiche delle zone di confine medievali. L'edificio, una proprietà comunitaria, rimane un esempio notevole del patrimonio religioso catalano.
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