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Chiesa di San Felice di Portiragnes dans l'Hérault

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise gothique
Hérault

Chiesa di San Felice di Portiragnes

    Avenue de la Redoute
    34420 Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Église Saint-Félix de Portiragnes
Crédit photo : Fagairolles 34 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1305
Primo ingresso scritto
vers 1330-1340
Costruzione dell'edificio attuale
1690
Visita pastorale
1723
Riparazione del campanile
3 juin 1932
Classificazione monumento storico
1934
Restauro importante
1974 et 1982
Lavori strutturali
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa: con decreto del 3 giugno 1932

Dati chiave

Bérenger III - Vescovo di Béziers Donna la Prioressa alla Canonessa nel 1305.
Maître maçon d'Agde (anonyme) - Artigiano del campanile Riparare il campanile nel 1723 (iscrizione).

Origine e storia

La chiesa di Saint-Félix de Portiragnes, menzionata per la prima volta nel 1305 sotto il nome di Ecclesia Sancti Felicis castri de Porcairanicis, era allora un priorato dipendente dal capitolo della Cattedrale di Saint-Nazaire de Béziers. Quell'anno il vescovo Berenger III lo donò alle canonesse dell'abbazia dello Spirito Santo. I testi successivi lo citano nel 1323 sotto i nomi Rettore de Porcayranicis et Prior de P. et S. Cypriano, ma l'attuale edificio in stile gotico risale alla metà del XIV secolo (circa 1330-1340), come indicato da dettagli architettonici come i cappucci scolpiti.

Nel 17 ° secolo, le riparazioni sono state intraprese per ripristinare il pavimento e la porta. Nel 1760 la chiesa apparve sotto il nome di Cure de Portiragnes, integrata nell'arciprete di Cazouls. La sua storia del patrimonio segna un punto di svolta nel 1932 con la sua classificazione ai monumenti storici, seguita nel 1934 dal ritiro dell'intonaco interno, rivelando la pietra di basalto grezzo. La freccia del campanile fu riparata nello stesso anno, seguito dalla struttura e dalla copertura della navata nel 1974 e 1982.

L'architettura della chiesa, costruita in basalto come quella di Vias, unisce notevoli elementi gotici. Il campanile quadrato, trafitto da baie ogivali e sormontato da una freccia ottagonale, porta iscrizioni datate 1723, testimoniando le riparazioni da un muratore maestro di Agde. La facciata occidentale, sobria, presenta un portale gotico in calcare bianco, incorniciato da colline decorate con croci patte. All'interno, la navata esposta e il coro a volta ospitavano statue e un lampadario monumentale, rimosso dopo il 1932.

Il cancello settentrionale, dopo la costruzione iniziale, è sormontato da un pinacolo e da un occhio di uovo trilobato. È supportata una croce basalta del 1698. Il transetto forma due cappelle, mentre l'abside sette volteggiata, illuminata da strette finestre, conserva una chiave ad arco scolpita da un Agnus Dei. I tappi, con teste umane intagliate sommariamente, riflettono i vincoli del basalto, una pietra non adattata alla scultura fine.

La chiesa, originariamente priora, fu attaccata al capitolo cattedrale di Béziers prima di essere ricostruita nel XIV secolo. Visite pastorali del XVII e XVIII secolo menzionavano cappelle dedicate, come quella di Sant'Antoine nel 1690, e riparazioni. Il suo status attuale come monumento elencato lo rende una rara testimonianza dell'architettura gotica meridionale in basalto, materiale vulcanico locale.

Collegamenti esterni