Donazione all'Abbazia di Beaulieu 860 (≈ 860)
Parrocchia data da Saint-Rodolphe.
XIVe siècle
Costruzione della chiesa
Costruzione della chiesa XIVe siècle (≈ 1450)
Periodo di costruzione principale del monumento.
13 octobre 1971
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 13 octobre 1971 (≈ 1971)
Protezione ufficiale dell'edificio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa di Saint-Genest (ex) (Box A 478): iscrizione per ordine del 13 ottobre 1971
Dati chiave
Saint-Rodolphe - Donatore
Ceduò la parrocchia all'abbazia nell'860.
Origine e storia
La chiesa Saint-Genest de Curemonte, situata nella frazione delle Granges, risale al XIV secolo. Originariamente appartenne alla parrocchia di Saint-Genest, annessa alla chiesa di Saint-Barthélémy, ed era sotto la dipendenza del Gran Priorato di Fieux dell'Hôpital-Beaulieu, un'istituzione legata all'ordine di Saint-Jean-de-Jérusalem, nella diocesi di Cahors. Questo monumento, di pianta rettangolare, si distingue per una navata con una torretta nord-ovest che ospita una scala a chiocciola che porta al campanile. La sua storia è segnata dal suo attaccamento alla castagna di Turenne, pur mantenendo una certa autonomia comunale fino all'inizio del XX secolo.
La parrocchia di Saint-Genest fu una delle prime date da Saint-Rodolphe nell'860 all'abbazia di Beaulieu, anche se la sua attuale costruzione risale al XIV secolo. L'edificio, iscritto nei Monumenti Storici per ordine del 13 ottobre 1971, è ora di proprietà del comune di Curemonte. La sua modesta architettura riflette il suo ruolo di luogo di culto locale, integrato in una più ampia rete parrocchiale dominata da potenti istituzioni religiose come l'ordine di Saint-Jean-de-Jérusalem.
La chiesa illustra anche le dinamiche feudali e religiose della regione: dipendente dalla castagna di Turenne per cinque villaggi, ha mantenuto la propria identità, grazie in particolare alla sua organizzazione comunale. La torretta e la scala a chiocciola, difensiva e pratica, sottolineano l'adattamento degli edifici religiosi alle esigenze locali, tra spiritualità e protezione. La sua registrazione tardiva (1971) riflette un riconoscimento del patrimonio relativamente recente, nonostante la sua anzianità.
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