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Chiesa di San Giovanni Battista di Arjuzanx à Arjuzanx dans les Landes

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Clocher-mur
Eglise romane
Landes

Chiesa di San Giovanni Battista di Arjuzanx

    D38
    40110 Morcenx-la-Nouvelle
Église Saint-Jean-Baptiste dArjuzanx
Église Saint-Jean-Baptiste dArjuzanx
Église Saint-Jean-Baptiste dArjuzanx
Église Saint-Jean-Baptiste dArjuzanx
Crédit photo : user:Jibi44 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
Fin XIIe - début XIIIe siècle
Costruzione iniziale
XVe - XVIe siècles
Aggiunta del campanile
1857-1858
Restauro di Jules Sibien
1958
La scoperta archeologica
17 janvier 2002
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'intera chiesa (Box D 86): iscrizione per decreto del 17 gennaio 2002

Dati chiave

Jules Sibien - Architetto diocesano Restauro e soffitto (1857-1858)

Origine e storia

La chiesa di Saint-Jean-Baptiste d'Arjuzanx, situata nel comune di Morcenx-la-Nouvelle (département des Landes, Nouvelle-Aquitaine region), è un edificio religioso risalente alla fine del XII e all'inizio del XIII secolo. Precede la fortificazione di Arjuzanx, allora città reale, nei secoli XIII e XIV. La sua architettura combina un comodino romanico con un campanile fortificato-porch aggiunto nel XV e XVI secolo, riflettendo le evoluzioni difensive e stilistiche del tempo. All'esterno, una croce monolitica della fine del XVI secolo e un Cristo sulla croce del XVII secolo, precedentemente associata a credenze di guarigione popolari, testimoniano la sua ancora spirituale e culturale.

L'attuale struttura della chiesa è il risultato di diverse campagne di costruzione e modifica. Il vaso unico, esteso da un coro di abside semicircolare, è affiancato da due cappelle laterali aggiunte nel XIX secolo tra le colline. La navata, inizialmente non a volta, fu coperta da volte ad arco in mattoni nel 1857-1858 dall'architetto diocesano Jules Sibien, che ridisegnava anche le finestre e consolidava il tutto. Le pareti, costruite con soffietti di garluche e mattoni, sono rinforzate da piedi in pietra, illustrando le tecniche miste utilizzate nel corso dei secoli.

Nel 1958, la scoperta fortuita di una bara murata nella parete nord rivelò uno scheletro che trasportava speroni d'argento ai talloni, ora conservato presso l'azienda di Borda a Dax. Questo elemento archeologico sottolinea l'importanza storica del sito, eventualmente legato ad un carattere di alto stato. Classificato un monumento storico nel 2002, la chiesa incarna sia un notevole patrimonio architettonico che un luogo di memoria per la comunità locale, segnato da credenze religiose e pratiche radicate nel tempo.

L'edificio combina così elementi difensivi (clocher-porch fortificata) con caratteristiche liturgiche, come il portale gotico con arco rotto che si apre sulla navata. La sua abside semicircolare, coperta da un cul-de-four, e il coro a volta di testate, contrastano con la semplicità iniziale della navata. Queste sovrapposizioni stilistiche, dal romanico al gotico e poi aggiunte moderne, sono una preziosa testimonianza dell'evoluzione dell'architettura religiosa in Aquitania (ora Nouvelle-Aquitaine).

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