Costruzione iniziale XIIIe siècle (≈ 1350)
Prima chiesa menzionata nel 1387.
1834
Domanda di sovvenzioni
Domanda di sovvenzioni 1834 (≈ 1834)
Riparazioni mai fatte a causa della mancanza di fondi.
1867
Il crollo dell'edificio
Il crollo dell'edificio 1867 (≈ 1867)
Totale distruzione della chiesa originale.
1874
Ricostruzione
Ricostruzione 1874 (≈ 1874)
Nuova chiesa costruita sulle rovine.
1903
Costruzione del campanile
Costruzione del campanile 1903 (≈ 1903)
Completamento delle opere dell'attuale campanile.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Dominique Mengarduque - Guarda
Autore del meccanismo dell'orologio (1891).
Origine e storia
La chiesa di Saint-Jean-Baptiste de Lège trovò le sue origini nel XIII secolo, come testimonia il collirio dei Comminges del 1387. Questo primo edificio, vecchio e indebolito di volta in volta, fu oggetto di una richiesta di borse di riparazione nel 1834 dal comune. Senza risorse finanziarie, nessun intervento fu condotto, portando al suo collasso totale nel 1867. La ricostruzione iniziò nel 1874, seguita dalla costruzione del campanile del 1903, che segnava la rinascita del luogo di culto.
L'attuale chiesa conserva tracce della sua storia turbolenta, tra cui un'epoca cinematografica gallo-romana in marmo bianco, decorata con motivi geometrici e vegetali (fiori, grappoli). Questo oggetto, risultante da un'antica necropoli su cui è stata costruita la chiesa, evidenzia la stratificazione storica del sito. All'interno, l'arredamento riflette gli sviluppi liturgici: l'ex altare di gesso (pre-Vaticano II), decorato con scene bibliche, è accanto ad un altare di legno successivo, adattato alle riforme del Novecento.
Tra gli elementi protetti vi sono una campana di bronzo del 1760, un meccanismo di orologio del 1891 firmato dall'orologiaio Dominique Mengarduque, così come notevoli oggetti liturgici. Una statuetta di San Rocco (XVII-XVIII secolo), una struttura in legno intagliata (XVIII secolo, nonostante il divieto ecclesiastico del materiale) e un chasuble ricamato (mezzo XIX secolo) illustrano la ricchezza del patrimonio dell'arredamento. I blazons scolpiti, che combinano simboli religiosi (traci incise, monogramma mariano) e araldici (lion, bande diagonali), aggiungono una dimensione artistica e storica.
Il sito, in parte elencato nell'inventario dei monumenti storici, testimonia sia la pietà locale, i sconvolgimenti architettonici legati ai vincoli economici e agli adattamenti liturgici nel corso dei secoli. Il suo cimitero adiacente, con l'età antica, ricorda anche il legame ancestrale tra memoria sacra e collettiva.
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