Costruzione della chiesa 1824-1834 (≈ 1829)
A cura di Prosper Dunant, stile neoclassico sardo.
4 novembre 2015
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 4 novembre 2015 (≈ 2015)
Registrazione completa mediante decreto ministeriale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
La Chiesa di Saint-Jean-Baptiste, situata D 902, in pieno (Box G 1160): iscrizione per ordine del 4 novembre 2015
Dati chiave
Prosper Dunant - Architetto
Designer della Chiesa, stile neoclassico.
Origine e storia
La chiesa di Saint-Jean-Baptiste de Taninges, situata in Alta Savoia, è un edificio religioso cattolico dedicato a Giovanni Battista. Costruito tra il 1824 e il 1834 dall'architetto annesso Prosper Dunant, incarna la corrente sarda neoclassica, l'ultimo stile architettonico degli Stati Savoia. Al suo completamento, è stata la più grande della diocesi di Annecy, lunga 58 metri, larga 27 metri e alta 18 metri sotto la volta. La sua iscrizione in monumenti storici nel 2015 sottolinea la sua importanza di patrimonio.
L'esterno della chiesa, sobria e poco decorata, contrasta con un interno riccamente decorato: trompe l'oeil dipinti sulle volte e pilastri, bancarelle, pulpito e caratteri battesimali in legno intagliato, così come le vetrate colorate. Sono stati installati nove altari laterali, tre dei quali fondati da confraternite locali. Tra le sue peculiarità c'è una campana dell'ex Chartreuse de Mélan, integrata nell'edificio.
La chiesa si distingue anche per la sua integrazione urbana. Costruito lontano dal villaggio originario, ha permesso una ricomposizione della piazza e dei suoi dintorni, riflettendo le ambizioni architettoniche e urbane del periodo sardo. Il suo architetto, Prosper Dunant, ha segnato questo progetto con un approccio monumentale e funzionale, adattato alle esigenze spirituali e comunitarie del tempo.
Archiviata interamente con decreto del 4 novembre 2015, la chiesa appartiene ora al comune di Taninges. Il suo stile neoclassico, le sue dimensioni eccezionali e il suo arredamento interno lo rendono una grande testimonianza del patrimonio religioso savoiristico del XIX secolo, tra patrimonio sardo e influenze francesi.
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