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Chiesa di San Giovanni di Balerme à Montpezat dans le Lot-et-Garonne

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise romane et gothique
Clocher-mur
Lot-et-Garonne

Chiesa di San Giovanni di Balerme

    D13 
    47360 Montpezat
Église Saint-Jean de Balerme
Église Saint-Jean de Balerme
Église Saint-Jean de Balerme
Église Saint-Jean de Balerme
Église Saint-Jean de Balerme
Église Saint-Jean de Balerme
Église Saint-Jean de Balerme
Église Saint-Jean de Balerme
Église Saint-Jean de Balerme
Crédit photo : MOSSOT - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
vers 1134
Fondazione ipotetica
milieu du XIIe siècle
Costruzione iniziale
XIVe–XVe siècle
Portale facciale e ogivale
fin XVe–début XVIe siècle
Aggiungere la cappella sud
1636
Trave di porco datato
1803
Perdita di stato parrocchiale
26 octobre 1927
Registrazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa di San Giovanni di Balerme: iscrizione per decreto del 26 ottobre 1927

Dati chiave

Flandrine de Clairac - Fondatore sospettato Vedova di Arnaud I di Montpezat
Arnaud Ier de Montpezat - Signore locale Marito di Flandrine de Clairac
d’Hozier - Genealogo Mentionne la fondazione nel 1134
Philippe Gibert - Storico dell'arte Confronta l'arredamento con Moirax

Origine e storia

La chiesa di Saint-Jean de Balerme, situata nella valle di Balerme a Montpezat (Lot-et-Garonne), è un edificio religioso la cui costruzione risale principalmente alla metà del XII secolo, come testimonia la sua decorazione scolpita paragonabile a quella della chiesa di Notre-Dame de Moirax. La sua abside semicircolare, a volte in una culla rotta, e le sue capitali storiche – raffiguranti scene bibliche come la Visitazione o Daniele nella fossa dei leoni – lo rendono un notevole esempio di arte romanica in Aquitania. L'ipotesi di una fondazione di Flandrine de Clairac, vedova di Arnaud I di Montpezat, intorno al 1134, è evocata da fonti genealogiche, anche se non confermate.

La facciata occidentale, con un portale ogivale, risale al XIV o XV secolo, così come l'arredamento dipinto del Tetramorph che adorna il cul-de-four. Nel XV o XVI secolo, due portici furono trafitti nella parete sud per accedere a una cappella a volta successiva. Un fascio del portico, datato 1636, attesta il lavoro successivo. La chiesa, fino al 1803, perse il suo status alla cappella del castello. La sua iscrizione in monumenti storici nel 1927 ha consacrato il suo valore di patrimonio.

L'interno rivela una navata allargata rispetto al lato opposto, decorata con dieci capitelli di alta qualità artistica, alcuni dei quali sono stati spostati quando la cappella meridionale è stata aggiunta. Dopo la demolizione delle volte, venne installato un soffitto in legno. Un rifugio sotterraneo (cluzeau), tipico della regione, si trova sotto l'edificio. Confronti stilistici con l'Abbazia di Moirax e gli archivi locali, come quelli del genealogo di Hozier, hanno fatto luce sulla sua storia.

Architettonicamente, il santuario si distingue per cinque archi al centro della parete, cadendo su colonne fidanzate, sormontate da un cordone di billette. L'arco trionfale, sostenuto da capitali narrativi (Adam e Eve, Annunciazione), evidenzia l'influenza dei laboratori di romanzi regionali. La cappella meridionale, aggiunta alla fine del XV secolo, e il portale occidentale riflette le evoluzioni tardo gotiche. L'edificio, una proprietà comunitaria, rimane una testimonianza delle trasformazioni liturgiche e sociali del Medioevo all'inizio dell'epoca moderna.

Collegamenti esterni