Costruzione della chiesa 1968-1971 (≈ 1970)
A cura di Avizou e Dubois.
7 juillet 2005
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 7 juillet 2005 (≈ 2005)
Protezione dell'edificio e del suo pacco.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa: per lista del 1846; Galleria del chiostro adiacente alla chiesa: classificazione per decreto del 16 ottobre 1922
Dati chiave
Henri Avizou - Architetto
Co-concettore della chiesa.
Philippe Dubois - Architetto
Co-concettore della chiesa.
Albert Ayme - Sculptore
Autore di vetro colorato in altuglass.
Origine e storia
La Chiesa di San Giovanni di Rayssac è un edificio cattolico situato ad Albi, nel dipartimento di Tarn, nella regione di Occitanie. Costruito tra dicembre 1968 e febbraio 1971, fa parte della nuova suddivisione Rayssac, progettata dagli architetti Henri Avizou e Philippe Dubois. La sua architettura moderna combina una struttura in mattoni con elementi in cemento a bande, con tegole piane e vetrate in altuglass firmate dallo scultore Albert Ayme. L'edificio si distingue per la sua navata unica di pianta rettangolare, animata da spazi come font battesimali e confessionali.
La chiesa si trova su un terreno pieno con un piano terra elevato e un seminterrato semi-entrato che ospita le sale parrocchiali. È stato elencato come monumenti storici il 7 luglio 2005, riconoscendo il suo valore di patrimonio nonostante la sua recente costruzione. L'intera trama e l'edificio sono protetti. Di proprietà dell'associazione diocesana, fa parte del panorama architettonico religioso contemporaneo della regione.
Gli architetti Henri Avizou e Philippe Dubois disegnarono questo centro parrocchiale in uno stile sobrio e funzionale, riflettendo le tendenze architettoniche degli anni '60 e '70. I materiali utilizzati, come mattoni e cemento, così come le vetrate di Albert Ayme, illustrano un approccio moderno all'arte sacra. La chiesa rimane una testimonianza dell'evoluzione dell'architettura religiosa nel XX secolo, segnando una rottura con stili tradizionali pur mantenendo la sua vocazione spirituale e comunitaria.
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