Primo ingresso scritto 1188 (≈ 1188)
Carta che cita la chiesa come dipendenza da Clunisian.
XVe siècle
Ricostruzione del coro
Ricostruzione del coro XVe siècle (≈ 1550)
Trasformazione in stile gotico.
1640
Scoperta e restauro
Scoperta e restauro 1640 (≈ 1640)
Ristrutturazione della religione.
XVIe siècle
Aggiunta di cappelle laterali
Aggiunta di cappelle laterali XVIe siècle (≈ 1650)
Maggiore estensione architettonica.
1867
Demolizione del Balletto
Demolizione del Balletto 1867 (≈ 1867)
Rimozione della tenda tradizionale.
22 octobre 2003
Registrazione monumento storico
Registrazione monumento storico 22 octobre 2003 (≈ 2003)
Protezione ufficiale dell'edificio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
La Chiesa nella sua totalità (Box C 998): iscrizione per ordine del 22 ottobre 2003
Dati chiave
Bernard Dagescy - Pittore
Autore del *Martyre de Saint Laurent* (1759-1829).
Origine e storia
La chiesa Saint-Laurent di Forges, situata nel dipartimento Charente-Maritime in Nuova Aquitania, è menzionata per la prima volta in una carta del 1188 come dipendenza del priorato clunisiano Saint-Martin di Aix. La sua origine romanica, risalente al XII secolo, è attestata dalla sua facciata a tre reggiseni, dal suo portale in culla rotta e dalle sue capitali scolpite. La ricostruzione del coro nel XV secolo e l'aggiunta di due cappelle laterali nel XVI secolo segnarono la sua evoluzione architettonica, mentre le guerre di religione danneggiarono seriamente il santuario, richiedendo restauri nel XVII secolo.
La facciata romanica, caratteristica dell'edificio, presenta un campanile sormontato da una croce di pietra e modillon figurativi, tra cui una salina e due personaggi maschili. All'interno, la navata unica, una volta a volta, è ora coperta da un soffitto in gesso, e quattro colonne romaniche rimangono ornate da capitali storici. Un dipinto del pittore Bernard Dagescy (1759–29), che rappresenta il martire di Saint Laurent, abbellì il santuario. La chiesa, che è stata elencata come monumento storico nel 2003, conserva anche i resti dell'ex priorato, tra cui una porta maniglia cesto datata 1656.
L'edificio illustra le trasformazioni architettoniche e i tumulti storici della regione, dalle origini criunistiche ai conflitti religiosi. Il suo campanile-parete, i portici rotti e il rostrum neogotico riflettono gli adattamenti successivi, mentre la sua iscrizione patrimonio sottolinea la sua importanza culturale. Gli edifici adiacenti, ex abitazioni precedenti, ricordano il suo ruolo centrale nella vita comunitaria medievale e moderna.
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