Prima menzione della chiesa 1119 (≈ 1119)
Certificato in testi medievali.
XIIe siècle
Conflitti tra ordini religiosi
Conflitti tra ordini religiosi XIIe siècle (≈ 1250)
Donazioni della famiglia Gasparets.
1360
Link a Narbonne
Link a Narbonne 1360 (≈ 1360)
Elenco delle chiese arcipescopali.
XIXe siècle
Restauro dell'edificio
Restauro dell'edificio XIXe siècle (≈ 1865)
Lavorare per modificare la struttura.
7 avril 1948
Registrazione monumento storico
Registrazione monumento storico 7 avril 1948 (≈ 1948)
Protezione ufficiale dello Stato.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa di Saint Martin de Gasparets: registrazione con decreto del 27 aprile 1948
Dati chiave
Famille de Gasparets - Signori locali
Donatori a monasteri e Ospedalieri.
Moines de Lagrasse et Fontfroide - Beneficiari
Ordine religioso in conflitto.
Hospitaliers de Saint-Jean de Jérusalem - Religioso ordine rivale
Attenzione a Gasparets.
Origine e storia
La chiesa di Saint-Martin de Gasparets è un monumento situato nella frazione di Gasparets, sul comune di Boutenac (Aude, Occitanie). Menzionato nel 1119, fu al centro delle rivalità tra i monasteri di Lagrasse e Fontfroide, così come gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, a causa delle successive donazioni della famiglia dei Gasparets. La sua architettura combina una navata a volta rotta con un lato letto più vecchio, riflettendo due fasi di costruzione distinte.
Nel 1360, la chiesa fu annessa all'arcidiocesi di Narbona, segnando la sua importanza religiosa regionale. I restauri del XIX secolo alterarono parzialmente la sua struttura, preservandone il carattere romanico. Dal 1948, fa parte dei monumenti storici e testimonia le dinamiche signeuriali e monastiche del Medioevo, nonché le successive trasformazioni architettoniche.
Il sito conserva tracce dei conflitti di diritti tra ordini religiosi, legati alle liberalizzazione della famiglia Gasparets. Queste tensioni illustrano la posta in gioco del potere e del patrimonio nella Linguadoca medievale. Oggi l'edificio rimane proprietà comunale, aperta alla visita, e classificata per il suo valore storico e architettonico.
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