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Chiesa di San Martino di Parcoul à Parcoul en Dordogne

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Dordogne

Chiesa di San Martino di Parcoul

    11-1025 Rue Saint-Martin
    24410 Parcoul-Chenaud
Église Saint-Martin de Parcoul
Église Saint-Martin de Parcoul
Église Saint-Martin de Parcoul
Église Saint-Martin de Parcoul
Crédit photo : Jack ma - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1400
1500
1800
1900
2000
1117
Primo certificato
XIVe siècle
Ricostruzione del portale
XIXe siècle
Grandi trasformazioni
1979
Registrazione MH
années 1990
Ristorante interno
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa (causa D 671): registrazione per ordine del 2 marzo 1979

Dati chiave

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Origine e storia

La chiesa di San Martino a Parcoul, attestata già nel 1117, apparteneva ad un priorato benedettino dipendente dall'Abbazia di Charroux. Da questo periodo romanico rimangono l'abside semicircolare e parte della navata, caratterizzata da una culla piena di rabbia decorata con capitelli. Il portale occidentale e l'ampliamento della navata risalgono al XIV secolo, mentre un arco quadrato del XV secolo precede il campanile, ricostruito nel XVII secolo.

Nel XIX secolo, l'edificio subì importanti trasformazioni: il campanile fu spostato in una facciata, vennero aggiunte due cappelle laterali che formavano un transetto arrotondato, e le volte della culla (iniziatamente mattoni) furono sollevate. I restauri degli anni '90 rimpiazzarono la volta del XIX secolo con un pannello di castagna, preservando al contempo le ruppe rotonde in tegole scavate che ricoprivano il comodino e le cappelle. I resti di edifici conventi ristrutturati rimangono a sud della chiesa.

L'interno rivela una navata di tre campate lambrigliate, affiancate da cappelle semicilindriche arcuate in cul-de-four. Il coro, anch'esso ricoperto da una culla, termina con un'abside semicircolare. L'ensemble illustra l'evoluzione architettonica del sito, segnata dal suo passato monastico e dalle successive ristrutturazioni, fino alla sua iscrizione nei Monumenti Storici nel 1979.

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