Primo certificato 1117 (≈ 1117)
Priorato dipendente dalla città di Charroux.
XIVe siècle
Ricostruzione del portale
Ricostruzione del portale XIVe siècle (≈ 1450)
Portale della navata occidentale e ampliato.
XIXe siècle
Grandi trasformazioni
Grandi trasformazioni XIXe siècle (≈ 1865)
Muovuto Bell, transetto aggiunto, volte rialzate.
1979
Registrazione MH
Registrazione MH 1979 (≈ 1979)
Protezione per decreto ministeriale.
années 1990
Ristorante interno
Ristorante interno années 1990 (≈ 1990)
Una volta di mattoni sostituita da un pannello.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa (causa D 671): registrazione per ordine del 2 marzo 1979
Dati chiave
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Il testo sorgente non menziona alcun attore storico di nome.
Origine e storia
La chiesa di San Martino a Parcoul, attestata già nel 1117, apparteneva ad un priorato benedettino dipendente dall'Abbazia di Charroux. Da questo periodo romanico rimangono l'abside semicircolare e parte della navata, caratterizzata da una culla piena di rabbia decorata con capitelli. Il portale occidentale e l'ampliamento della navata risalgono al XIV secolo, mentre un arco quadrato del XV secolo precede il campanile, ricostruito nel XVII secolo.
Nel XIX secolo, l'edificio subì importanti trasformazioni: il campanile fu spostato in una facciata, vennero aggiunte due cappelle laterali che formavano un transetto arrotondato, e le volte della culla (iniziatamente mattoni) furono sollevate. I restauri degli anni '90 rimpiazzarono la volta del XIX secolo con un pannello di castagna, preservando al contempo le ruppe rotonde in tegole scavate che ricoprivano il comodino e le cappelle. I resti di edifici conventi ristrutturati rimangono a sud della chiesa.
L'interno rivela una navata di tre campate lambrigliate, affiancate da cappelle semicilindriche arcuate in cul-de-four. Il coro, anch'esso ricoperto da una culla, termina con un'abside semicircolare. L'ensemble illustra l'evoluzione architettonica del sito, segnata dal suo passato monastico e dalle successive ristrutturazioni, fino alla sua iscrizione nei Monumenti Storici nel 1979.
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