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Chiesa di San Martino di Roubaix dans le Nord

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise néo-gothique
Nord

Chiesa di San Martino di Roubaix

    Contour Saint-Martin
    59100 Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Église Saint-Martin de Roubaix
Crédit photo : Pymouss - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1169
Primo certificato
XVe siècle
Costruzione gotica
1571
Torre incompleta
1848-1859
Trasformazione neogotica
1968-1978
Ristorante interno
2009
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'intera chiesa (Box BR 72): iscrizione per decreto del 16 febbraio 2009

Dati chiave

Charles Leroy - Architetto Autore delle trasformazioni neogotiche (1848-1859).
Lusson - Pittura di vetro Autore del vetro colorato del coro.
Claudius Lavergne - Pittura di vetro Tratto dalle cappelle laterali.
François de Luxembourg - Deceduto nobile Cenotaffio in pietra blu (1472).

Origine e storia

La Chiesa di San Marco di Roubaix, dedicata all'Apostolo di Galli, trova le sue radici leggendarie nel IX secolo, ma la sua esistenza è attestata già nel 1169. L'edificio attuale riesce ad una chiesa tardo romanica: costruita nel XV secolo in stile gotico a tre navate (uno stile hallekerque), oggi conserva solo la sua torre di facciata, incompiuta dal 1571, e alcune colonne. Tra il 1848 e il 1859, questo edificio medievale è stato completamente ristrutturato dall'architetto Charles Leroy, che ha regolato due navate aggiuntive e una monumentale facciata neogotica, riflettendo il boom demografico associato all'industria tessile di Roubais.

Le campagne di ristrutturazione hanno segnato la sua storia recente: dal 1968 al 1978, l'interno è stato ristrutturato con la soppressione dell'arredamento neogotico, poi un restauro esterno nel 2002 rivelando la pietra nuda sotto lo stucco. Elencata come monumento storico nel 2009, la chiesa ospita notevoli mobili, tra cui una pala d'altare in legno policromo del XVI secolo (circa 1540) e dipinti di Louis Joseph Watteau o Victor Mottez. Il suo piano rettangolare, con cinque navate e falso triforio, così come il suo vetro colorato di Lusson e Lavergne, testimoniano questa stratificazione stilistica.

La torre del XVI secolo, circondata da portali neogotici, contrasta con la facciata sud decorata con tre tipici campanili. Il cenotafo di François de Luxembourg (1472), in pietra blu, richiama i legami storici della regione con le famiglie nobili. Oggi la chiesa rimane un luogo attivo di culto (Masse Dominiche) e culturale (Concerti), ancorato nel decano di Roubaix. La sua architettura ibrida illustra sia il patrimonio nordico medievale che gli adattamenti urbani della rivoluzione industriale.

Classificata per la sua unità architettonica nonostante le sue trasformazioni, la Chiesa di San Martino incarna la memoria religiosa e sociale di Roubaix. La sua iscrizione come monumenti storici mette in evidenza il suo valore di patrimonio, tra patrimonio gotico e reinterpretazioni del XIX secolo, in una città segnata dal suo passato tessile. Successive campagne di restauro hanno cercato di bilanciare la conservazione di elementi antichi (tour, retable) e l'adattamento agli usi contemporanei.

Collegamenti esterni