Primo ingresso scritto 1252 (≈ 1252)
Certificato con *Sanctus Martinus Pictus* negli archivi.
XVIIe siècle
Costruzione del castello
Costruzione del castello XVIIe siècle (≈ 1750)
Vicino alla chiesa, sempre visibile.
1942
Classificazione MH
Classificazione MH 1942 (≈ 1942)
Registrazione di facciate e tetti.
1998
Integrazione nel parco naturale
Integrazione nel parco naturale 1998 (≈ 1998)
Périgord-Limousin, rinnovato nel 2011.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Fronti e tetti: iscrizione per decreto del 4 dicembre 1942
Dati chiave
Nicolas de La Brousse (1648–1693) - Campo maresciallo
Nato nel castello locale, figura militare.
Origine e storia
La chiesa Saint-Martin de Saint-Martin-le-Pin, classificata come monumento storico nel 1942 per le sue facciate e tetti, risale al XII secolo. Si compone di una sola navata a volte in una culla, una cupola che sostiene il campanile, e un coro in un emiciclo. Il suo portale meridionale particolarmente notevole presenta tre arcate decorate con fregi di personaggi e animali, poggiando su colonne intagliate con capitelli. Questo arredamento romanico mostra un'artigianato locale sofisticato per il tempo.
La prima menzione scritta del paese risale al 1252 con il nome di Sanctus Martinus Pictus, un'erronea latinizzazione di "Saint-Martin-le-Pin" (compreso come "Saint-Martin-le-Peint"). Questa confusione toponimica persistette fino al XVIII secolo, come si vede dalle mappe di Cassini. La città, che fa parte del parco naturale regionale Périgord-Limousin dal 1998, conserva anche i resti di un castello del XVII secolo vicino alla chiesa, così come le palazzine del XIX secolo come Talivaud.
Il territorio, segnato da un difetto geologico nord-sud, una volta ospitato operazioni minerarie (iron, piombo). La valle del Bandiat, che confina con il comune, è protetta come ZNIEFF per la sua flora rara, compresa l'alta amarezza. La chiesa, una proprietà comunale, rimane un simbolo del patrimonio romanico rurale della Dordogna, in un ambiente conservato tra boschi e prati.
Tra le personalità legate al sito, Nicolas de La Brousse (1648-193), un campo di palude nato nel castello locale, illustra la storia militare della regione. L'edificio, aperto alla visita, fa parte di un paesaggio caratterizzato dall'attività agricola e dalla gestione sostenibile delle risorse naturali, riflettendo l'equilibrio tra patrimonio medievale e dinamiche ambientali contemporanee.
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