Costruzione della chiesa 1764-1777 (≈ 1771)
Utilizzo delle pietre Augustus Trophy.
1774
Creazione della campana di Santa Maria
Creazione della campana di Santa Maria 1774 (≈ 1774)
Installato nel campanile a bulbo.
21 janvier 1938
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 21 janvier 1938 (≈ 1938)
Protezione ufficiale dell'edificio e dei suoi mobili.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa: con decreto del 21 gennaio 1938
Dati chiave
Bréa - Artista assegnato
Sospetto autore della chiesa "Pietà".
Paul Véronèse - Pittore veneziano
Cloth *San Marco* è attribuito a lui.
Élève de Rembrandt - Anonimo pittore
Autore probabile della *Flagellation*.
Origine e storia
La chiesa di Saint-Michel-Archange, situata a La Turbie nelle Alpi Marittime, è un edificio cattolico dedicato all'arcangelo di San Michel. Costruito tra il 1764 e il 1777, fa parte del percorso Nisso-Ligure Barocco Allegro. La sua posizione, nel cuore di un parco pubblico che circonda il Trofeo delle Alpi, offre una splendida vista sulla baia di Monte Carlo. Un'iscrizione attesta che le sue pietre provengono direttamente dal trofeo romano di Augusto, collegando così la sua storia all'antichità.
L'architettura della chiesa si distingue per un vaso ellissoidale esteso da un coro all'abside, affiancato da sei cappelle laterali arcuate in una culla. Il suo campanile a bulbo, ricoperto da piastrelle policrome verniciate, ospita quattro campane orientate verso i punti cardinali, tra cui la famosa Santa Maria del 1774. Classificata come monumento storico il 21 gennaio 1938, la chiesa appartiene al comune ed è caratterizzata dai suoi mobili eccezionali, come una Pietà attribuita a Bréa o un altare maestro intarsiato con madreperla dell'Abbazia di Saint-Pons di Nizza.
Il patrimonio movimentato della chiesa, inserito nella base di Palissy, comprende importanti opere: una tela attribuita a Paolo Veronase (San Marco che scrive il suo vangelo), una Flagellazione ispirata a Rembrandt, e una tavola di comunione in onice e agata. Durante la Rivoluzione, l'altare maggiore ha servito anche il culto della dea Ragione, illustrando gli sconvolgimenti storici attraverso l'edificio. Un organo corale completa questo ensemble, rafforzando il suo ruolo centrale nella vita culturale e religiosa locale.
Fonti storiche, come il lavoro di Charles Astro o i file di inventario, sottolineano l'importanza di questa chiesa nel patrimonio delle Alpi Marittime. La sua integrazione nei percorsi turistici e la sua vicinanza al Trofeo Alpino lo rendono un luogo emblematico, all'incrocio tra epoca romana, barocca e contemporanea. I riferimenti al Ministero della Cultura e agli archivi dipartimentali (DRAC PACA) confermano il suo status di monumento protetto e studiato.
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