Origine e storia
La chiesa di Saint-Pierre-et-Saint-Phébade a Venerque, nota come monumento storico nel 1840, è un complesso edificio costruito dal XII al XIX secolo. Originariamente, era l'abbazia di un monastero benedettino fondato nel IX secolo, menzionato nell'817 come uno dei 19 monasteri esentati dalla tassa dal Concilio di Aquisgrana. L'abbazia, originariamente sotto il nome di San Pietro, fu attaccata a Saint-Pons-de-Thomières nell'XI secolo prima di diventare priora nel 1050. Le parti più antiche dell'attuale chiesa, come gli absidioli romanici e gli absidioli romanici, risalgono all'inizio del XII secolo (~1120), mentre le fortificazioni (clocher-wall crenelé, rotonda) furono aggiunte nel XIII secolo per proteggersi dai conflitti, soprattutto contro gli inglesi.
Nel XV secolo la chiesa conobbe una fase di allargamento e di abbellimento: la navata fu allungata, fu costruito un transetto a volta, e il campanile fu potenziato. Il priorato, poi prospero, ospitava un prezioso tesoro religioso, tra cui le reliquie di San Phébadus (vescovo di Agen, morto nel 400) e San Alberto, rubato da Agen nel 1112 e trasferito a Venerque nel 1562 per ripararli dalle guerre della Religione. Queste reliquie, protette da fortificazioni costruite nel 1209, resero Venerque un luogo sicuro di pellegrinaggio. La Fratellanza Saint-Phébade, attestata fin dal 1497, organizzava processioni annuali, e alcuni dei fondi raccolti erano destinati ai meno privati fino al XIX secolo.
Il XIX secolo ha segnato un periodo di importanti restauri, guidati in particolare dall'archeologo Alexandre Du Mège e dagli architetti Jacques-Jean e Pierre Esquié. Dal Mège, affascinato dall'arte "bizantina" dell'abside, si impegna a restaurare affreschi, vetrate e sculture per dare alla chiesa il suo aspetto romanico originale, accentuandone il carattere fortificato. Nel 1844 Abbé Lassalle ricostruì il carillon di 14 campane, fuso durante la Rivoluzione. Il lavoro continuò fino al 1903, con l'elevazione dei tetti e l'aggiunta di elementi difensivi (mâchicoulis, scalables), dando all'edificio il suo aspetto attuale. La chiesa, oggi di proprietà del comune, conserva elementi notevoli come la sua copertura di mattoni medievali, la sua porta in ferro battuto (1515) e dipinti a parete del XIX secolo.
L'interno rivela una miscela di stili: capitali romanici in mattoni, volte gotiche, e un chassus architettonico che ripara le reliquie del coro. All'esterno, il contrasto tra la pietra romanica (parte inferiore) e il mattone delle elevazioni (12 ° e XV secolo) è indicativo delle diverse campagne di costruzione. Il campanile-parete, caratteristico con le sue quattro baie e nicchie, domina il paesaggio, mentre il gotico cancello di mattoni rossi e le ghirlande aggiungono al suo carattere difensivo e religioso. Nonostante il saccheggio rivoluzionario, la chiesa rimane un esempio unico di un edificio romanico, gotico e fortificato, che riflette quasi mille anni di storia religiosa e militare in Occitania.
Gli scavi e gli archivi rivelano che l'abbazia di origine, scomparsa, era situata tra Rive d'eau e la Halle, non lontano dalla chiesa attuale. Sepolture merovingian (VII-VII secoli) attestano un'antica occupazione del sito, anche se senza una comprovata connessione cristiana. La leggenda dei sotterranei a partire dal coro, evocata ma mai confermata, aggiunge al mistero di questo monumento. Oggi, la chiesa, rimossa dal suo adiacente presbiterio nel 1965, è un simbolo del patrimonio medievale e moderno di Venerca, che unisce spiritualità, storia militare e audaci restauri.
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